Rivoluzione Liberale vorrebbe proseguire nel suo ragionamento che il potere legislativo (la politica dei partiti, nel Parlamento) è stato -di fatto- esautorato dalla scena attiva di questa Repubblica.
Perché, evidentemente, lassù si è ritenuto che il populismo -sempre più condizionato dai messaggi immediati, web e tv- abbia già provocato sufficienti danni a questo Paese: senza, di fatto (carte alla mano), aver costruito qualcosa di nuovo, di significativamente alternativo.
Tranne l’annosa questione dei vitalizi che, di fatto, sono diventati la “testa mozzata” da esibire nelle piazze, con il “popolo che ci ama” in grande spolvero.   Così, la ghigliottina reclamata a gran voce -quasi che fossimo in Francia (a noi manca la Rivoluzione, uh quanto ci manca)-  è diventata operativa….anche se -in qualche modo- la questione non è ancora del tutto stata definita (pendendo ricorsi) per quanto attiene i trattamenti…delle vedove e degli ex parlamentari: colpevoli non si sa di cosa. Ma certamente più presenti e attivi degli inquilini attuali, vuoti manichini, demagoghi e ripetitori di messaggi TV fini a sé stessi. Che non avrebbero diritto neppure di percepire l’indennità mensile.
Ma lasciamo perdere.
Sic transit gloria mundi.
Roma é piena di immondizie e di percolato per le strade, il Parlamento si è trasformato in una sorta di suk di accampati, i partiti politici perdono le sedi(se le hanno mai avute) come i dentini di un neonato.
“Vuoi vedere che non è poi così peregrina l’intuizione di non fargli fare ulteriori danni?”, mi ha detto un anziano amico sicuro di non avermi esplicitato la sua intenzione di voto (M5S) o, forse più credibilmente, convinto che io mi sia scordato di quando (in piena campagna elettorale per Roma) mi urlava convinto:
“se vinciamo noi vi facciamo tutti nuovi; pagherete caro, pagherete tutto”.
Abituati agli umori cangianti di questo popolo bisogna far sempre finta di dimenticarsi, ma -sotto sotto- siamo più che convinti che il vento sia cambiato.
Quindi Conte (di fatto con il consenso silenzioso di Mattarella) cerca di guadare lo stagno, per arrivare al semestre bianco.
Perché sa bene, checché ne dicano i sondaggi, che se si votasse ora sarebbe il trionfo dell’astensionismo e della loro sconfitta.
Ma neppure dall’altra parte devono stare tranquilli: non dando prova di alcunché, tranne di opporsi a tutto, senza discernimento alcuno.
Che bella, la terzietà liberale.
587