Non un semplice concerto, ma uno spettacolo di gesti, parole, intese, sorrisi, emozioni, sguardi, commozioni, ritmi, suoni, rumori e piedi sbattuti a terra, sulle tavole del palcoscenico, come a sottolineare singoli istanti, come a dire “eccoci, ci siamo, noi siamo qui, siamo tornati”. Come a dire: “Grazie”. E poi… applausi, silenzi, bisbigli, occhi ipnotizzati dalle luci della ribalta e, ancora più su, un cielo notturno illuminato da una generosa Luna. È la magia di una serata unica. Sotto la protezione dei Pini marittimi, nel Parco di Villa Osio. Ed è stato come assistere a un canto di libertà: Summertime 2020.
Unica, ovviamente, la serata, perché resa viva da tanta buona musica e dall’estro creativo di tre musicisti di qualità. Con la voce inconfondibile di Cinzia Tedesco, per un Quartet d’eccezione, per non dire eccezionale. E basta. Non vorrei aggiungere altro. Ma non posso. C’è ancora molto da dire e da scrivere su quanto è andato in scena il 31 Luglio scorso a Roma, presso la Casa del Jazz, per il Summertime 2020, una manifestazione ospitata nel parco per il quarto anno consecutivo e giunta ormai alla ventinovesima edizione.
Tutto è avvenuto nel rispetto delle misure di sicurezza, con i distanziamenti, le mascherine, i controlli. Ma era un po’ di tempo, ormai da prima del Covid, che non vedevo un pubblico così numeroso eppure educato e attento. Sinceramente, non mi aspettavo così tante persone. Un venerdì sera, l’ultimo giorno di Luglio. Davvero una bellissima sorpresa.
Non vorrei, però, stare qui solamente a tessere le lodi dello spettacolo perché il bello dei concerti dal vivo sta proprio nelle imperfezioni, nell’imprevisto, negli incastri mancati, nell’improvvisazione, nell’inatteso, nel fatto che non tutto – poi – va in modo perfetto. Per fortuna. Chi era sul palco, l’altra sera, lo sa. Ad esempio, proprio l’altra sera, malgrado l’organizzazione impeccabile, è stata una serata molto umida. Così umida che, inevitabilmente, quel senso di appiccicoso si è depositato sulla pelle, sui vestiti, tra i capelli. E lo sappiamo bene, quando si è in estate, quando fa caldo, quanto l’umidità possa diventare ancor più fastidiosa. Anche per chi è sul palco.
Comunque, bravissimi tutti. Musica di qualità da parte del Quartet. E un successo di pubblico davvero meritato. Tanto più che il concerto, bisogna ricordarlo, si inserisce nel progetto RiTe TiMe, che è un’idea nata dalla collaborazione della vocalist con il pianista, compositore e arrangiatore Pino Jodice, e che la vocalist ha riproposto l’altra sera con lo stesso Jodice al pianoforte, con Jacopo Ferrazza al contrabasso e Pietro Iodice alla batteria. Un progetto musicale in cui si ritrovano varie sonorità, attraverso un repertorio eterogeneo.
Al centro del live, vi è stato un originale susseguirsi di brani tra loro diversi, tra cui composizioni di Kenny Wheeler, Billy Childs e dello stesso Pino Jodice, oltre che a standard jazz poco frequentati di Chick Corea e Lyle Mays, con testi della Tedesco, che ha così affrontato e reinterpretato, sempre alla sua maniera, un jazz originariamente nato soltanto come strumentale e a cui la Tedesco ha dato voce e parole. Ma non basta: ci sono stati anche omaggi a Pat Metheny e un ricordo a scena aperta per il Maestro Ennio Morricone. Un frangente di vera commozione.
Insomma, si è trattato di uno spettacolo completo che ha saputo divertire o commuovere, a seconda del momento e dell’occasione, anche negli intervalli tra un brano e l’altro, nei momenti di presentazione dei testi o delle musiche. Cinzia è stata accogliente e spiritosa, a tratti ironica, trasmettendo gioiosità dopo mesi di sofferenze e di ”lockdown”. La Tedesco, inoltre, a un certo punto, verso il finale, si è divertita a disturbare il batterista durante un assolo prendendo una bacchetta e duettando in modo scherzoso con Pietro Iodice. Un grande batterista. Da applausi, neanche a dirlo, l’assolo di Ferrazza al contrabbasso. Infine, un elogio particolare va a Pino Jodice che si è dimostrato una presenza solida e insostituibile per l’intero concerto. Sempre al servizio degli altri, del pubblico, del gruppo e della cantante.
La voce di Cinzia Tedesco, però, è stata la vera protagonista della serata. Una voce unica perché ha una personalità, un carattere, un modo di esprimersi che, anche nei dettagli, non è riconducibile a un altro modello.
È una voce versatile, caliedoscopica, a tratti virtuosa, ma capace di semplicità. Insomma, è come se la Tedesco non avesse un modello di riferimento, ma tirasse fuori da sé ciò che si porta dentro, anche rispetto alle innumerevoli esperienze accumulate, anche rispetto al proprio talento, al proprio modo di essere e di vedere la vita o di viverla, semplicemente. È come se cantasse la libertà. A cominciare dalla libertà di essere se stessa.
Eppure, ogni tanto, come in un gioco, il pubblico non si sottrae all’idea di trovare dei momenti che possano ricordare l’influenza di altri artisti e cantanti. È capitato anche a me durante il concerto. Ecco, allora, intravedere in Cinzia Tedesco, in certi frangenti, alcuni impercettibili tratti di Ella Fitzgerald, poi all’improvviso sembra apparire Judy Garland, ma è un istante, poi addirittura sembra di riconoscere qualcosa di Frank Sinatra o di percepire Tom Jones, fino ad arrivare a Dianne Reeves e, se pensiamo all’Italia, mentre guardavo e ascoltavo il concerto, mi sono venuti in mente Giorgia, Lucio Battisti e Pino Daniele. Però, in un panorama così ampio e composito, si capisce bene che la vera caratteristica di Cinzia Tedesco e della sua esibizione fisica e vocale sta nella sua unicità. Anche perché lei fa parlare a modo suo anche il corpo, attraverso le mani, le braccia, i passi, il viso, l’abito, gli occhi.
Insomma, Cinzia Tedesco è un’artista da seguire e da non perdere. Le sue prossime tappe estive sono: il 20 Agosto a Taranto dove sarà premiata per il Taranto Opera Festival 2020; il 24 Agosto suonerà a Roccella Ionica, in Calabria; il 30 sarà a Lecce con l’Orchestra sinfonica del Salento e giungerà così, attraverso altre tappe, fino al Festival Jazz di Francavilla il 4 Settembre.
Come accadeva a Lucio Battisti, insomma, anche Cinzia Tedesco dà voce al suo canto libero… Andate ad ascoltarla. Se potete. Spero che questo articolo vi abbia fatto venire la voglia di andarla a sentire.

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