La spettacolarità mediatica con cui viene annunciato -da Beppe Grillo-, in anteprima assoluta (violando ogni deontologia di comportamento corretto, che pur dovrebbe vigere tra alleati), come il governo Conte-2 presto compirà poderosi passi indietro sul terreno delle liberalizzazioni tlc, non può non far porre alcune domande a ciascuno di noi e pure al mondo PD.

Ma come, la Cassa Depositi e Prestiti (CDDPP), nuovo strumento sotto il controllo di uno Stato che diventa “omnispendaccione”, potrebbe far resuscitare L’IRI anche in quel mondo ipertecnologico delle “5G” ?
Perché una cosa è l’impedire accordi di netto stampo monopolistico (come pure questo giornale ebbe a ribadire il 6 aprile u.s.) sulla rete, mentre tutt’altra é far rinascere uno Stato padre-padrone di tutti i nostri spazi di libertà economica.
Anche su questo aspetto, Rivoluzione Liberale lamentava la pericolosità di una politica che di fatto era davvero marxista (“Il Muro di Berlino che resiste”, 27 novembre 2019).
Già: in perfetto stile vecchia-URSS, il rientro in politica di Beppe Grillo sulla scena finisce per coincidere con le posizioni più ammuffite del marxismo-leninismo: addirittura rinnegando le politiche attive che pure condussero Bersani, Napolitano, Prodi e D’Alema, nel corso della XIII^ Legislatura.
Così, se il governo Conte-2 aveva pur esordito evitando che prendessero vita delle operazioni “sospette” in ordine alla introduzione delle tecnologie 5G nel territorio nazionale, pare ora che il M5S  voglia spingersi più in là: affidando alla CDDPP (che a questo punto diventerà, di fatto, una  sorta di nuova IRI, omnisciente) il ruolo di “dominus” pure nel mondo delle TLC.
Così, sotto pandemia, si sta avviando una clamorosa azione di restaurazione social-comunista.
Una violenta retromarcia su cui sarà assai interessante notare come voterà il “rifondatore” Bersani.
Sarà un nuovo Conte Ugolino?
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