Il problema è come intestare agli italiani- e non a quelle vergogne dei 5 stelle e Pd – il successo del “SI” degli italiani al referendum di oggi sulla diminuzione dei parlamentari. Non sussiste alcun problema di svilimento di democrazia o democraticità. Chi dice il contrario mente perchè, è evidente è sotto gli occhi di noi tutti, che agli italiani non viene fatto votare e che si susseguono in Italia governi su governi mai eletti da nessuno degli italiani.
Al contrario gli italiani hanno a ragione detto “NO” poco tempo fa al referendum contro Renzi perchè, a differenza di quello che scrive oggi si scrive in giro, il Senato della Repubblica non sarebbe stato affatto abolito ma consegnato nelle mani delle regioni, nota inutile idrovora di dissipazione di soldi pubblici – soldi di tutti noi cioè, nostro soldi – . In quel referendum, peraltro e tra le altre cose, c’era un cavillo con cui l’Italia – gli italiani- non avrebbero avuto più nessuna possibilità di incidere sull’Europa, sarebbe cioè stata tolta loro la voce e la possibilità di qualsivoglia referendum sull’Europa, sulla sua/nostra partecipazione e sull’euro. Cosa che – grazie a quel “no” di allora, contro Renzi – conserviamo, gli italiani conservano, sebbene non lo sappia nessuno in Italia.
A questo “giro”, in Italia vincerà il “SI” al referendum sul numero dei parlamentari perché gli italiani vogliono – a ragione – seicento e non novecento parlamentari da stipendiare con i propri soldi. Tanto fa lo stesso: Mattarella oggi , tramite il suo governo della vergogna Pd/5 stelle e il mai eletto da nessuno degli italiani Giuseppe Conte, ha letteralmente “neutralizzato” è reso ultroneo il Parlamento tutto, quindi, per noi tutti italiani, stipendiarne dieci o mille, meglio dieci. Non contano niente, tanto la democrazia non esiste più in Italia. E si insiste a fare avvicendare in Italia governi a iosa – numerosi e ripetuti- mai eletti e scelti, votati, da parte di nessuno degli italiani. Una vergogna che determina e dà la situazione disastrosa che è difficile non vedere, subire e soffrire.

 

 

“Questo articolo non rappresenta la linea del PLI, ma viene volentieri ospitato su Rivoluzione Liberale, che come linea editoriale da sempre pubblica tutte le opinioni del variegato mondo liberale .”

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