Si concluderà domani, a Rimini, la XLI edizione del Meeting di Comunione e Liberazione: un appuntamento, quest’anno, convocato per trattare del tema: “PRIVI DI MERAVIGLIA, RESTIAMO SORDI AL SUBLIME”.
La kermesse di riferimento per buona parte della gioventù cattolica hs da sempre raffigurato
 -pure per il mondo laico- un angolo visuale del tutto privilegiato sulla prospettiva giovanile, tutto contrapposto a quello “sovranista marxista”, che pure ha avuto -per buona parte del Movimento Studentesco-  la propria massima espressione.
A Rimini, fin dalle origini, si sono ritrovati dei boy-scout diventati uomini maturi, politicamente parlando: insieme a dei “bravi ragazzi”, ordinati e ben vestiti in stile casual, insomma quelli che erano i “cocchi” della maestra e che ora sono divenuti pure organizzatori con la barba bianca.
Vi è da dire, poi, che non è che la pratica conciliazione tra la fede e le opere terrene abbia offerto sempre dei fulgidi esempi di virtù, anzi: essendo stata, pure essa, turbata da fenomeni morali friabili, del tutto”border line”, che hanno avuto in quello che è stato uno dei maggiori e famosi patròn del Meeting (l’ex Presidente della Regione Lombardia, On. Roberto Formigoni) il riferimento apicale. Anche quest’anno, in piena pandemia, la manifestazione ha avuto comunque una propria, iniziale, fase introduttiva di indubbio successo mediatico: grazie a una alta e suggestiva riflessione.
Quella tenuta dall’ex Presidente della BCE, Mario Draghi, che -per molti- viene visto quasi come una riserva da poter rimettere in campo, posta la zoppìa che pervade le nostre affaticate Istituzioni.
E Draghi non ha deluso le attese.
Prospettando un percorso che appare sì assai accidentato, soprattutto in questi tempi pandemici, ma che  -di fatto- potrebbe avere  nella fantasia creativa che ogni buona mente politica dovrebbe possedere, il proprio futuro propulsivo e novativo.
Dopo di aver premesso che esiste una spesa pubblica “buona” e una “cattiva”, evocando una preghiera di Reinhold Niebur (“Dammi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capirne la differenza”), Draghi è stato il vero mattatore del Meeting.
Ma egli non si è fermato a questa suggestione: significando pure quanto i sussidi pubblici servano unicamente per sopravvivere, non già per edificare qualcosa di nuovo. Ai giovani va dato di più.
Come non sottoscrivere questi alti concetti di nobile slancio politico, del tutto opposti a quelli, del tutto assistenzialistici che pervadono il M5S?
Criteri che appartengono, in buona sostanza e nella loro profonda laicità, pure al mondo liberale?
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