La cd. “Prima Repubblica” non era fatta da quattro gatti, ma da tutto un popolo in movimento: deciso a riconquistare la dignità che aveva perduto con la Seconda guerra mondiale e pure con l’alleanza siglata con Adolf Hitler.

Sotto la guida di quello che fu, allora, un partito di popolo -la Democrazia Cristiana-, contrapposto e alternativo a un altro partito popolare (il Partito Comunista Italiano), vennero gettate le basi per la ripartenza e pure per tutta una serie di vari progetti che, via via, hanno visto la luce e tuttora illuminano ancora il nostro essere.
Prendiamo l’Autostrada del Sole, ad esempio.
Pensate: in poco più di sette (7) anni furono asfaltati quasi 800 km. viari; guarnendoli con 113 ponti e viadotti; 38 gallerie molto impegnative (perché perforanti le Alpi e gli Appennini, oltre a decine di km.di scogliera); 113 tra ponti e viadotti (spesso da lasciarti con il fiato sospeso per la meraviglia); 572 cavalcavia e ben 57 raccordi stradali (da F. Pinto, “La strada dritta”, Mondadori 2011).
Un’avventura che avrebbe il sapore dell’epico, se non facesse parte del nostro vissuto quotidiano.
Che cosa è rimasto di tutto questo?
Per fortuna nostra, tutto (anche se manutenuto abbastanza male, come più episodi ci stanno dimostrando).
Ma sono del tutto scomparse le classi dirigenti che quei capolavori logistici idearono, progettano e inverarono, sulla nostra Penisola.
Che si è sempre mostrata assai irriconoscente e pure ingenerosa verso i propri padri, a causa della presunzione e della ignoranza che hanno sempre pervaso i temporanei “innovatori” populisti.
Che cosa ci hanno dato, poi, questi personaggi, di novazioni palpabili?
Quali grandi opere; quali grandi riforme essenziali; che legislazioni rivoluzionarie; quali procedure; quali burocrazie; quali ristrutturazioni su di una spesa pubblica perennemente ripetitiva; quali riduzioni di un debito statale che ci soffoca; quali riforme del mercato del lavoro, della giustizia e nella stessa politica politicante, hanno avviato e portato a termine queste pseudo classi dirigenti?
Queste dovrebbero essere le domande da porsi prima di scassare ancora la nostra Costituzione, per modificare in ulteriormente la nostra stessa rappresentanza parlamentare.
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