È sufficiente una lettura dei pareri dei numerosi costituzionalisti per comprendere come la riforma costituzionale che voteremo il 20-21 Settembre, pertanto il taglio orizzontale senza un criterio del numero di parlamentari, sia l’ennesimo goffo e pasticciato provvedimento grillino, scritto e votato al solo scopo di potersi fregiare di fronte ai propri elettori – e solo loro – di un merito (almeno uno).

Quello che mi ha fortemente sorpreso sono le dichiarazioni a favore del SI’ di alcuni elementi, non oggettivamente di primo piano, dei partiti di centro-destra.

Cosa accadrà se vincerà il SI’? A fronte di un risparmio economico risibile (50-60 milioni di euro, un caffè all’anno per ogni italiano) si avrà senza dubbio una minore rappresentatività del Popolo, con aree geografiche o regioni del nostro variegato territorio proprio non rappresentate, e un maggiore potere nelle mani dei segretari o capi di partito.

Inoltre, dato che non si modifica in alcun modo la macchina legislativa, la riduzione del numero dei parlamentari, specie combinata con una legge elettorale non maggioritaria, aumenterà il rischio di ingovernabilità in quanto il governo potrebbe essere ostaggio di un piccolo manipolo di senatori (ne potrebbero bastare 5).

Insomma un bel capolavoro.

Per il centrodestra in particolare si tratterebbe poi di un autogoal politico clamoroso in quanto, oltre a consentire ai moderni grillini (o grillo-comunisti) di riprendere consensi, con la vittoria del SI’ sarebbe congelata qualsiasi possibilità di tornare alle elezioni In tempi rapidi, dovendo prima farsi una riforma elettorale ad hoc con il ritorno al proporzionale e al rischio ingovernabilità o nuovi governi multicolore.

“Ma il centrodestra ha votato a favore in parlamento, come potrebbe adesso schierarsi per il NO?”

La domanda è lecita, i leader di centrodestra si sono messi in una spiacevole situazione (anche se in tempi recenti si sono viste triple giravolte politiche giallorosse ben più gravose digerite dagli elettori), ma potrebbero togliersi da questo enorme imbarazzo mettendo sul tavolo una propria bozza di riforma costituzionale (sulla falsariga di quella già elaborata) dando libertà di scelta al proprio elettorato e dicendosi pronti a riformare la costituzione con le forze presenti in parlamento non appena vincesse il NO.

Per me, personalmente, vale il principio cardine che la nostra costituzione ha un valore inestimabile e va modificata solo se si apportano dei miglioramenti. Tagliare i parlamentari senza modificare il bicameralismo perfetto è un oltraggio giuridico.

 

 

 

“Questo articolo non rappresenta la linea del PLI, ma viene volentieri ospitato su Rivoluzione Liberale, che come linea editoriale da sempre pubblica tutte le opinioni del variegato mondo liberale .”

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