Non importa se sia abrogativo o confermativo.
Così come non rileva se ad esso  necessiti un quorum, o meno.
Il Referendum, ogni Referendum, di per sé stesso, é una scelta di “Libertà”.
Libertà dagli schemi, dai partiti, dalle coalizioni, dai governi e dalle stesse opposizioni.
Libertà dagli ragionamenti, dai millimetrici percorsi obbligati: dalla politica politicante, insomma.
Persino dalla pratica religiosa. Quello sul divorzio, ad esempio, a metà maggio del 1974, aprí pure una pagina del tutto nuova nella politica nazionale; prontamente bissato nel 1975 alle elezioni amministrative.
La gente (non “il popolo che mi ama”) si riappropriò del proprio diritto-dovere di vérgare uno scenario del tutto diverso e incontrovertibile, anche in quanto a tendenze, etica e morale.
Al di là delle mediazioni, al di là degli schemi, al di là -anzi, oltre- le proprie (sempre momentanee) opzioni di credo e di schieramento politico. Sempre fungibili, peraltro.
È questa una libertà, la nostra, che
non ha il diritto di toglierci proprio nessuno, ma che anzi -proprio in questa unica e particolare contingenza- potrebbe incontrare due ulteriori ostacoli, del tutto coincidenti:
1. la brutta, cattiva e persistente, pandemia e
2. pure il nascituro “semestre bianco”.
L’indubbia abilità di Giuseppe Conte di saper bordeggiare in mezzo ai màrosi, dentro ogni tempesta, di fatto navigando “in solitario” tra fulmini,  onde, coltelli che cadono e  vele che si strappano, con una “sgarrupata” ciurma del tutto anarchica, potrebbe avere nel periodo che si frapporrà -tra lo sgombero degli scatoloni di un Presidente della Repubblica incanutito e quelli di un altro un pó più…”tinto”..-, un fortuito super propellente aggiuntivo che gli consentirebbe di tagliare il traguardo di questa “originale” (definiamola così), unta e scivolosa Legislatura.
E allora questo Referendum confermativo, che dovrebbe essere -di per sé- più che scontato (visto come sono schierati i soldatini di piombo), potrebbe originare ben altri messaggi.
Come lo fu quello recapitato a un Matteo Renzi anch’egli assai tronfio e baldanzoso, poi di fatto seriamente azzoppato dagli esiti di quella consultazione che avrebbe pur potuto darne il trionfo.
“Ma noi non abbiamo alternative a Conte”, é il monotono mantra che si sussurra, spesso, al di qua e al di là nel tavolo di scopone.
Con destra e sinistra complici, alleati come non mai.
Ma attenzione: c’è ancora un Asso in giro.Ce l’ha Mattarella.
Però, prima ci siamo noi: la gente. Questo è sicuro.
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