Non vorremmo essere Giuseppe Conte.
Stretto tra ali di folla, ché quando passi è del tutta adusa (uomini e donne, beninteso) a fare gli scongiuri: se possibile a….toccarsi le pudenda!
Non che abbia fatto gran malaccio “l’uomo della pandemìa” di fronte alla esplosione nucleare dei contagi mondiali ed europei.
È riuscito pure a fronteggiare un inizio di dramma italico, peraltro assecondato dal suo iniziale errore di ponderazione, poi per fortuna rimediato.
Non che abbia, sempre lui, proprio demeritato negli impegnativi consessi internazionali all’uopo convocati su delle sue precise, ripetute, sollecitazioni e che sono stati capaci di schierare una notevole “potenza di fuoco”, che ha avuto proprio nella CE il baricentro propulsivo mondiale.
Anche se la Commissione ha sí stanziato delle importanti cifre (mai viste in precedenza) per il nostro Paese, tuttavia facendo lo stesso con gli usuali “due pesi e due misure: una per i pochi intimi e un’altra per la grande massa questuante.
Dilazionando queste forme di assistenza creditizia nel tempo e in più con complicate procedure esecutive di assegnazione delle somme a quei.. “poveri Cristi”.. che -molte volte- stentano assai a conciliare… soggetto, verbo, proverbio e complemento. Figurarsi nel redigere in inglese una domanda e un progetto completi.
Eppure queste persone sono il cuore del nostro apparato imprenditoriale, agricolo e commerciale: la piccola e media impresa italiana è in buona parte composta da questi “fai da te” ed essi sono stati quel formidabile propellente che prima, durante e dopo, la pandemía hanno saputo stringere i denti come degli eroi.
Sí, l’Europa (grazie a Conte e alla sua squadra, tra cui emerge Gualtieri, frequentatore abituale di Bruxelles) ha stanziato delle incredibili cifre per l’Italia: peró queste ultime file della platea imprenditoriale saranno in grado di accedervi?
Ecco perché urge la riconversione, in chiave informativa, formativa e consultiva, di gran parte dei mitici tutor. Essa sarebbe necessaria e urgente da subito: riconvertendo gli stessi (e se non sono in grado di farlo si lascino pure scadere quei contratti che si sono dimostrati del tutto fallimentari in quanto a  costrutto) in una qualche forma di aiuto per quegli imprenditori che vorrebbero avvalersi di più alte professionalità in chiave europea, ma non riescono farlo.
Insomma, è giunta l’ora che tutti gli italiani lavorino all’unisono, se del caso dopo di aver preso atto pure delle nostre insufficienze.
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