Smart working e didattica a distanza: al Sud occorre necessariamente potenziare la connessione internet. Trattasi di condizione indispensabile per rilanciare il Meridione garantendo uno sviluppo anche delle sue aree interne e rurali che soffrono terribilmente l’assenza di un segnale di rete con standard europei. Un passaggio obbligatorio che deve essere affrontato grazie alla responsabilità di una politica che si spera non sia solo politicante e chiacchierona. Impegno utile per riannodare l’Italia colmando differenze territoriali figlie di scelte strabiche e sbagliate degli ultimi trent’anni. L’esplosione del Covid-19 ha ridefinito i rapporti interpersonali a partire dal mondo della scuola e da quello del lavoro i cui effetti sono ancora da decifrare. Due realtà di fondamentale importanza per lo sviluppo sociale, civile ed economico di qualsaisi Nazione.

Pochi mesi sono bastati per ridisegnare in maniera diversa i tratti salienti del vivere quotidiano. Abbiamo assistito, cioè, ad un cambiamento di non poco conto che ha segnato un passaggio profondamente significativo facendo emergere, però, notevoli criticità di sistema. In gran parte del Nord c’è un collegamento diffuso ed efficiente mentre dall’Arno in giù, in particolare nelle zone montuose e campestri, il quadro muta notevolmente. Sullo sfondo discutibili decisioni che anche in questo caso hanno premiato una parte del Paese lasciandone colpevolmente indietro quasi due terzi. È compito delle Istituzioni fare di più nell’interesse collettivo con l’obiettivo di riequilibrare anche in termini telematici le “due Italie”. Non solo più infrastrutture materiali (ferrovie, strade, autostrade, porti, aeroporti etc…) ma anche opere immateriali utili per saldare una spaccatura non più giustificabile al netto dei campanilismi tipici di alcune forze politiche. Se ci sarà la necessaria volontà il problema potrà essere risolto con un beneficio economico e di tempo per tanti lavoratori e per tanti studenti che potranno gestire più agevolmente i propri percorsi sia di lavoro che di studio. L’eventuale mancato rafforzamento della fibra andrebbe di pari passo con la non dichiarata volontà di lasciare indietro una parte importante dello Stivale che da troppi anni fornisce al Settentrione cervelli e mano d’opera. È giunto, quindi, il momento di invertire la rotta equiparando i trattamenti e garantendo anche al Sud importanti investimenti capaci di renderlo più moderno e appetibile per eventuali investitori.

Il saggio utilizzo delle cospicue risorse europee previste dal Recovery Fund potranno essere utlizzate per colmare questo gap. Grave sarà la responsabilità di chi pur potendo non farà vedendo l’ex Magna Grecia solo come potenziale bacino elettorale figlio delle solite rancide clientele. L’auspicio è assistere ad uno scatto d’orgoglio classi dirigenti del Mezzogiorno, delle sue associazioni imprenditoriali, commerciali, studentesche e sindacali capaci almeno in questo caso di fare gruppo pungolando lo Stato affinchè si impegni con solerzia in una direzione ben precisa abbandonando indolenza e indifferenza. Nel 2020 non è pensabile di avere un territorio nazionale a doppiavelocità con evidenti disagi e squilibri a danno solo di una parte.

A prescindere dal colore dei governi occorrerà insistere molto su questo tema per porre fine ad un’arretratezza voluta da lor signori ma non più tollerabile. Chi ha il dovere istituzionale di fare faccia, chi ha il compito di denunciare denunci senza alcun timore reverenziale e senza peli sulla lingua. Non bastano le solite promesse: occorrono cose concrete, tangibili e utili all’intera Nazione per recuperare competitività riuscendo a giocare una partita di buon livello sullo scacchiere europeo sempre più a trazione franco-tedesca.

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