Per chi conosca la Smorfia napoletana il numero “28” ha molti risvolti, ma un solo significato.

‘E zzizze”, le tette.
L’ aver appreso della convocazione della Camera dei Deputati – il 28 p.v.-per la discussione (e l’eventuale, ma ne dubitiamo, approvazione), in prima lettura, della nuova legge elettorale proporzionale che dovrebbe “depotenziare” il significato del prossimo referendum confermativo (una settimana prima, il 20 e 21 p.v.), ci pare proprio una colossale… presa per i fondelli.
Ma come, tu non conosci ancora il responso della opinione popolare e già stai predisponendo (perché non te lo dicono ma è così) il testo di un diverso dettato normativo da discutere (e, ripetiamo, approvare), soli sette giorni dopo, in Aula?
Passi pure questo sfregio al parere del popolo elettore e financo alla democrazia repubblicana: che comunque andrà ricordato a futura memoria, però rifugiarsi tra le…zzìzze rappresentate dal numero “28” ci pare francamente il massimo di comicità.
Anche per il risvolto psicologico ad esse sotteso.
Perché quel numero, al di là delle pulsioni erotiche estive del nostro Ministro degli esteri, di fatto potrebbe avere un altro significato.
Che questa claudicante maggioranza si senta insicura?
Ormai prossima al clamoroso tonfo che solo una chiara e palese vittoria del “NO” anticasta e liberale rappresenterà?
Al punto da ricercare…tra i seni della madre la propria unica certezza?
Sta suonando la campanella, signori e signore.
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