Quella che stiamo vivendo oggi è forse un’occasione irripetibile per attuare e realizzare un nuovo umanesimo liberale.

Per troppo tempo, dentro e fuori il Palazzo, si sono messi al centro l’egoismo, l’affarismo, la cupidigia, l’arroganza, il sopruso, la sopraffazione, l’inganno, la prepotenza, il cinismo, la violenza… detto in una parola: il Potere. E’ giunto il momento di avviare la nostra rivoluzione copernicana, la nostra rivoluzione liberale, mettendo al centro la libertà e l’amore civile.

Perché? La risposta è semplice, ma non facile. Perché la pandemia e la paura, la crisi economica e finanziaria, che stiamo vivendo da mesi, sono la conseguenza di una più vasta crisi politica che viene da lontano e che colpisce la democrazia, lo “stato di diritto”, i cittadini, la Costituzione, la libertà, i diritti umani e civili, il concetto stesso di legalità, di fraternità e quello di uguaglianza. Per uscirne, abbiamo una strada: riformare la politica. Ma non credo che potranno farlo coloro che ne sono la causa. C’è bisogno di altro. È necessario tornare all’origine stessa della politica, al suo significato.

Su queste basi ho intenzione di continuare la mia attività politica come l’ho sempre portata avanti negli ultimi 25 anni e oltre. Con onestà. Anche con onestà intellettuale. E soprattutto con dignità.

Ecco, sento di dover rispondere e corrispondere a tale urgenza politica liberaldemocratica. Sempre nel rispetto dei miei avversari politici. A molti elettori, infatti, nessuno ha mai detto che cosa sia la politica. Lo scrivo allora io, qui, per ricordarlo anzitutto a me stesso. Con umiltà, con la massima umiltà, ma con lo scopo di aprire una riflessione, un dibattito, una possibilità per il presente e il futuro…

Provo a spiegarlo in modo chiaro: la politica è l’attività di governo delle cose ed è l’impegno civile, civico e sociale delle persone al servizio della comunità, al servizio dei cittadini, cioè al servizio degli abitanti della città, della cosiddetta “polis” greca.

La dimensione principale della politica è la Città.

Che cos’è, dunque, la Politica? L’etimologia della parola è quella derivante dal greco antico “politikḗ”, cioè che “attiene alla pόlis”, alla città-stato, con sottinteso téchnē (“arte” o “tecnica”). La politica è l’arte che “attiene alla città-stato”, talvolta parafrasato in “tecnica di governo (della società)”.

Insomma, la Politica è un’arte. La politica è socialità, è socievolezza. La Politica è Cultura. Chi non conosce l’arte della politica non dovrebbe assumere incarichi politici.

Senza cultura non c’è politica. L’ignoranza dominante di oggi è causa dell’assenza di politica. È il trionfo del Potere.

In altre parole, ciò che molti chiamano Politica è, in realtà, il Potere. Si confondono le idee, gli ideali e la pratica politica con l’autoritarismo, il malaffare, l’oppressione, la furbizia, la cupidigia. Detto in sintesi, si confonde la Politica con il Potere.

Ecco perché siamo caduti così in basso. Ecco perché falliscono tutti. Ecco perché i nostri leader politici, prima o poi, vanno a sbattere clamorosamente. Perché sono dei pessimi politici.

La missione della politica è quella di creare le condizioni affinché si possa vivere tutti meglio, affinché ciascuno possa essere artefice della propria esistenza. La politica è solidarietà, è relazione, è dialogo, è costruzione, è l’arte del Nuovo possibile. La vita è politica. La politica, quindi, è tale se sa guardare oltre il tempo, alle generazioni future, cioè se sa sconfiggere il tempo e innalzare la qualità della vita dei cittadini. E non è soltanto una questione di denaro. La politica è conoscenza, è coscienza, è consapevolezza, è responsabilità, è libertà, è ricerca delle verità.

Lo scopo della Politica è la libertà dell’individuo, della persona, dell’essere umano.

La Politica deve agire per “abolire la miseria”, scriverebbe Ernesto Rossi, un grande politico del passato, ma sempre attuale. Le miserie umane sono anche quelle distruttive, liberticide, astiose.

La Politica, nel senso alto e nobile della parola, invece, è linguaggio, parola, azione, comunicazione, interdipendenza, ascolto, creatività, sinergia.

Non a caso, la politica è visione del mondo, intuizione delle forme, immaginazione del possibile, realizzazione di un’idea. In poche parole, la politica è l’arte del “nuovo possibile”. Lo ripeto.

Per realizzare tutto ciò, è necessario mettere insieme persone di qualità: preparate, competenti, lungimiranti, che antepongano l’interesse generale al proprio interesse particolare e specifico.

Per realizzare un tale sogno, però, c’è bisogno del sostegno di tutti i frusinati. È questo l’ingrediente segreto per cambiare le cose e migliorare la vita cittadina. Ciascuno cominciando dalla propria città.

 

 

 

“Questo articolo non rappresenta la linea del PLI, ma viene volentieri ospitato su Rivoluzione Liberale, che come linea editoriale da sempre pubblica tutte le opinioni del variegato mondo liberale .”

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