DIECI PICCOLI PARLAMENTARI… E POI NON RIMASE PIÙ NESSUNO

di Gianluca Lo Mele Buonamico

Che cosa accomuna uno dei più grandi romanzi gialli scritti da Agatha Christie, con la figura dei membri del parlamento? L’inesorabile e cruento destino a cui stanno andando incontro. Il 20 e il 21 settembre 2020 si voterà per il referendum costituzionale sulla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari di Camera e Senato. Tralasciando le varie motivazioni che si possono adottare per il sì o per il no e che ormai da giorni si leggono ovunque, la lente di ingrandimento dovrebbe essere spostata sulla ratio di fondo della riduzione del numero dei parlamentari. Essa è da riscontrare nella volontà di spostare l’asse decisionale al di fuori del Parlamento (più precisamente nel web), di esautorarlo progressivamente dalle decisioni più importanti della vita del paese e di oltrepassare l’attuale sistema basato sulla democrazia parlamentare e rappresentativa. E così, se nel romanzo la filastrocca narrava la progressiva morte dei dieci protagonisti, la filastrocca politica dell’inutilità del Parlamento e della sua inevitabile scomparsa è stata da tempo recitata dai guru Casaleggio Sr. e Jr. e le prime “statuette” dei “parlamentari” potrebbero iniziare a scomparire con l’esito del referendum. La scrittrice britannica sceglie per gli ultimi due protagonisti, come causa della loro morte, il suicidio… analoga sarà la sorte del parlamento “tagliato” che verrà?

CAOS PROTOCOLLI COVID A SCUOLA

di Giulia Pantaleo

Cosa penserebbe Giovanni Gentile dell’operato di Lucia Azzolina? Il Decreto Scuola è colmo di zone d’ombra. Perché non misurare all’ingresso delle scuole con un termo scanner la temperatura degli studenti e del personale scolastico? Una serie di fattori non calcolati potrebbe mandare la scuola italiana in rovina. Le chat dei genitori in queste ore stanno esplodendo. Soffermiamoci per un attimo sulle cosiddette aule Covid e sul procedimento da regime comunista del prelevamento del presunto allievo untore. Se un alunno, secondo l’insegnante, presenta una sintomatologia simile ad un raffreddore, viene accompagnato in un’aula predisposta alla misurazione della temperatura corporea, dopo che il referente Covid è stato avvisato. Quest’ultimo chiama i genitori dell’alunno, il quale rimane isolato con la mascherina nell’aula Covid fino all’arrivo dei genitori. I genitori dovranno poi chiamare il medico per richiedere tempestivamente il tampone. Quando il sospetto untore avrà lasciato l’area, la zona sarà pulita e sanificata. Se dopo tre giorni dal tampone l’alunno risulterà positivo, andrà in quarantena tutta la classe con gli insegnanti e verosimilmente anche tutti i genitori dei compagni dell’alunno. Follia? Realtà!

MES: È SCONTRO NELLA MAGGIORANZA

di Riccardo Ferri

“Ci sono due buoni motivi per investire sul Mes” ha affermato Nicola Zingaretti. “Il primo è la linea di credito molto vantaggiosa per gli italiani, il secondo è la possibilità di investire in sanità e creare lavoro per far crescere il PIL”. Di tutt’altro avviso sono invece Vito Crimi e Luigi di Maio: “Per noi il Mes così com’è non va bene, stiamo pensando al Recovery Fund”. Trovare una mediazione tra i due

alleati di governo, secondo il segretario Dem, spetta ora al Premier Conte. La spaccatura tra i partiti di governo è sempre più evidente, su ogni tema. Anche sul referendum, mentre il M5S è schierato in maniera compatta per il “sì”, il dissenso interno al PD è ampio, molti ex presidenti Dem, tra cui Romano Prodi, voteranno “no”. Possiamo solo constatare come in un periodo di totale emergenza economica e sanitaria, l’attuale maggioranza sia inadeguata e incapace di guidare il Paese, e di ridargli la credibilità internazionale che merita.

LESBO: È L’EUROPA CHE BRUCIA

di Giulio Bargellini

È un vero disastro quello accaduto nel campo profughi di Moria nell’isola greca di Lesbo. Quasi 13.000 richiedenti asilo sono ora sfollati a causa di un incendio che ha devastato il centro d’accoglienza, il più grande d’Europa, che li ospitava. L’ipotesi che il rogo fosse stato appiccato in segno di protesta per il moltiplicarsi dei casi accertati covid-19 è stata momentaneamente smentita dalle autorità locali e Atene, a seguito di una riunione di emergenza presieduta dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis, ha dichiarato lo stato d’emergenza per 4 mesi sull’isola. Al momento non risultano vittime, ma la tensione resta alta: i cittadini hanno infatti impedito agli sfollati attraversare un paese vicino al campo testimoniando tensioni tra la popolazione locale e i migranti. L’Unione Europea non deve lasciare Italia e Grecia sole ad affrontare il fenomeno migratorio.

L’EUROPA E LA BIELORUSSIA

di Danilo Aglioti

Sembra sia tutto apposto, che vinca la democrazia! Si, perché vogliamo sperare ormai nel 2020 che la democrazia sia un punto fermo del concetto politico nazionale e soprattutto internazionale. Ma dobbiamo constatare, purtroppo, direi, che ad oggi quello che accade, anzi, che accade da anni in Bielorussia non è così molto democratico agli occhi dell’occidente. Per la nostra Europa (l’Europa dei popoli e sognatrice di cui abbiamo sempre sperato e lasciatemelo dire, anche “lottato”), lo sguardo verso l’est non è così roseo. L ’Europa, questa volta, deve muoversi, sia politicamente che socialmente, per la sicurezza e lasciatemelo dire, per i diritti umani di ogni singolo cittadino, naturalmente anche non europeo. Manifestare è un diritto, che l’Europa sostenga i cittadini Bielorussi, noi europei insieme a loro, per la libertà, per la democrazia.

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