ECCO COME RIFORMARE GIUDICI E GIUSTIZIA ITALIANA

Il caso “Palamara” insegna che non esiste la giustizia in Italia e che si debba solo espatriare dal nostro Paese per avere un minimo di certezza e fiducia in una vita normale, priva cioè di ingiustizie e arbitrii che la minino a discrezione del pazzo delinquente fattosi giudice politicizzato di turno. Con queste righe sotto falso nome auspico di contribuire a rendere più normale e , quantomeno, letteralmente vivibile il luogo in cui sono nato, cioè l’Italia. Ecco come si deve riformare la giustizia ed il ruolo dei giudici italiani dentro il nostro Paese. Si premette che il giudice deve essere al servizio del cittadino italiano, non viceversa ovvero per dare un posto pubblici ben retribuito da noi tutti al giudice perché faccia i suoi interessi e comodi. Ecco un veloce elenco, in successione cronologica di ciò che gli italiani devono volere ed il legislatore mettere per iscritto ed attuare. 1. Abolire il Csm. Il Consiglio superiore della magistratura deve essere cancellato dalla Costituzione. Va abolito. Tamquam non esset. 2. Fare rientrare in ruolo – a fare i giudici – tutti i giudici oggi nella politica, inguattati cioè nella pubblica amministrazione. Tutti. I giudici devono fare solo i giudici. Nessuna lezioncina o gettone fuori dal posto di giudice. Devono rientrare , con legge, ai loro tavoli e uffici di lavoro. I quali non devono chiudere la mattina ma essere occupati e “lavorati” l’intera giornata lavorativa – otto ore quotidiane – incluso il sabato. Come tutti ed ogni lavoratore dipendente italiano. 3. Separazione delle carriere. Le carriere devono essere separate tra giudici e i pubblici ministeri . Ovviamente niente parenti e affini, su cui va espletato il rigoroso controllo di regolarità dei concorsi, anche quelli effettuati e risalenti nel tempo . 4. Divieto di associazione in correnti. Divieto assoluto per legge di associazionismo, pubblico e anche amicale (non si gioca a calcetto in quanto giudici “alla Palamara”, per intenderci 5. Responsabilità dei giudici . La responsabilità dei giudici deve essere recepita con legge italiana direttamente da tutti gli ordinamenti europei che già espressamente la prevedono. Essa non è e deve essere solo interna ai giudicanti ma esterna ed ordinaria comune. I giudici devono essere responsabili di ciò che fanno. 6. Diminuizione numero dei giudici. I procedimenti civili ed i processi penali devono costituire l’ultima ratio dopo mille forme di conciliazione ed ammenda preventivi messi a disposizione del pubblico – gli italiani- per l’erogazione di una giustizia veloce E possibile. I giudici devono essere massimo un migliaio in tutto il territorio italiano, una quarantina al massimo ad esempio in Cassazione. È necessario rivedere stipendi ed emolumenti alla Corte Costituzionale la quale, sempre a maggioranza politicamente sinistra, nomina da sempre presidente il giudice costituzionale uscente secondo una pratica che aggira la legge – turlupinando economicamente il popolo italiano – e in modo da garantire ulteriori emolumenti e benefits pensionistici a carico e sul groppone di noi tutti. 7. Fermare gli stipendi. Abbassare e contenere . Divenire giudice nelle Corti d’Italia – Corte costituzionale, Corte di Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Tribunali e Corti d’Appello, eccetera – non deve costituire la vincita – truccata e raccomandata – alla lotteria economica pagata dagli italiani a vita, ma un semplice onorevole e dignitoso servizio al sevizio di tutti gli altri, cioè degli italiani.( Ferie tante quante ne fa un proprietario di una lavanderia). 8. Necessario rivedere interamente la “costruzione” del sistema di erogazione della giustizia – civile, penale ed amministrativa – qui da noi. I giudizi ordinari – nel civile, nel penale e nell’amministrativo – devono essere “ribaltati” vale a dire che il sistema deve apprestare migliaia di modi per non arrivare ai processi e procedimenti. Solo esperiti tutti i sistemi di soluzione predisposti dall’ordinamento , allora si andrà a processo. Per questo i giudici non devono essere un esercito di persone come oggi ma pochi i quali sono responsabili – nel senso che rispondono – di ciò che fanno. E via dicendo.

 

 

“Questo articolo non rappresenta la linea del PLI, ma viene volentieri ospitato su Rivoluzione Liberale, che come linea editoriale da sempre pubblica tutte le opinioni del variegato mondo liberale .”

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