1870 – I presupposti per una crescita istituzionale e civile c’ erano tutti : l’ Italia poteva con Roma Capitale porsi nel novero delle potenze europee con pari dignità e affrontare le sfide che la sua nuova posizione le andava a proporre.
È l’ Italia liberale della fine del XIX* secolo e proprio per onorare il 20 settembre, festa laica della Breccia di Porta Pia, ho ritenuto offrire qualche spunto di riflessione.
Il Liberalismo Italiano da Cavour in poi fino ai giorni nostri non rappresenta di certo una ideologia, bensì un certo modo di essere e cioè un metodo.
Il Metodo Liberale si appoggia sulla Religione del Dubbio insieme e parallelamente alla Religione crociana della Libertà, in quanto ambedue mettono in discussione ogni valore e disvalore assoluti e dogmatici, come nel 1922
Non è quindi un caso che la linea di demarcazione col Fascismo sia stata tracciata dal delitto Matteotti e da allora anche l’ atteggiamento di Benedetto Croce si dimostrò intransigente, seguendo Piero Gobetti che con il suo Antifascismo Esistenziale già aveva aperto la strada del NO alla dittatura.
E il suo saggio, la Rivoluzione Liberale, saggio sulla lotta politica in Italia, ne è la prova provata.
Anche oggi nel 2020, pur con la differenziazione dovuta al tempo trascorso ed all’ evoluzione della società italiana, tale spartiacque è in essere e viene a configurarsi come l’ impossibilità a trattare con chi professa idee univoche dove lo Stato ritorna ad essere Etico ( e quindi di derivazione hegeliana ) ed a farla da padrone, trattando i Cittadini come Sudditi e non come Soggetti di Diritti.
I Liberali devono invece privilegiare solo l’ Individuo e tutti i suoi Diritti Inalienabili ed ecco perché non possono non sostenere l’ Europa portatrice di civiltà e culla degli stessi Diritti dell’ Uomo, a condizione divenga Federale.
Questa è la nostra storia, questo è il nostro mondo, quello che attraverso le Riforme e le Rivoluzioni ( specialmente quella americana ), è giunto fino a noi.
Italia ed Europa Federale da Luigi Einaudi ( Junius ) in poi attraverso Gaetano Martino e Giovanni Malagodi.
Il nostro compito è e rimarrà sempre questo, per non tradirlo mai !

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