LA VOGLIAMO CHIAMARE DEMOCRAZIA?

di Danilo Aglioti

Certo, è e sarà sempre democrazia! Questa una certezza. Unico ragionamento che potremmo fare, In questo caso, non dovrà essere ideologico, perché l’ideologia oggi è un danno per la democrazia! Iniziamo dall’inizio, i parlamentari per gli italiani cosa rappresentano? Sentiamo dire che la riduzione dei parlamentari potrà portare solo un bene, motivo? In parlamento non si fa niente, il nulla, assenteismo. Tagliamo la democrazia! Ecco, tagliare la democrazia, ormai possiamo dire che dal referendum di Renzi si parla di tagliare la democrazia, tagliare il parlamento italiano, cosa votammo? Naturalmente No, ed ancora ad oggi non sappiamo effettivamente il perché, il motivo della scelta, si fa per dire, una vittoria del centro-destra per l’epoca renziana. Ad oggi se domani vincesse il SI sarebbe la vittoria del Movimento 5 Stelle, ma se vincesse il no? La vittoria di chi sarebbe? La mia opinione? I Liberali sono per il NO, questo può bastare… Se vincesse il SÌ le rappresentanze territoriali come cambieranno? Avremmo il risparmio economico? Secondo me non lo sa nessuno…a dire il vero!

 

RECOVERY FUND: UNA NECESSITÀ PER LA MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

di Tommaso Graziani

Nonostante l’insostenibile pressione fiscale complessiva e un elevatissimo debito pubblico la Repubblica Italiana non ha programmato un fondo per eventi disastrosi come sono stati gli effetti della proclamata emergenza sanitaria; il Governo ha richiesto i fondi europei in maggior misura tra i Paesi dell’Unione: c’è piuttosto bisogno di una politica liberale ed efficiente che riporti il Paese ad esprimere le potenzialità delle persone che lo abitano.

 

DEBITO PUBBLICO DA RECORD

di Andrea Cantelmo

Il debito pubblico dell’Italia continua a crescere a ritmi impressionanti, sospinto anche dalle misure di sostegno all’economia messe in campo dal Governo Conte II per fronteggiare la crisi pandemica da Covid-19. Secondo l’ultimo documento pubblicato da Bankitalia, l’ammontare totale del debito tocca la cifra record di 2.560,50 miliardi di euro. Il panorama economico italiano non migliora dal punto di vista dell’indice dei prezzi al consumo che, per il quarto mese consecutivo, fa registrare un dato negativo (-0,5%). Inoltre, si fa sempre più vivo il rischio deflazione poiché per l’anno in corso l’inflazione è pari allo 0%. Insomma, tutti i dati confermano la grande fragilità del sistema su cui poggia l’economia italiana e, con le riforme messe in campo dal governo giallo-verde, non è possibile essere ottimisti per il futuro. Urgono misure atte a favorire l’occupazione giovanile e l’innovazione digitale che sono il volano per dare slancio ad un’economia da troppo tempo stantia.

 

I COMPAGNI

di Ledia Ninga

Si è deciso di aprire le scuole nello stesso modo di quando ti arrivano d’improvviso ospiti in casa: piatti sporchi nel forno, panni da stirare in armadio, polvere sotto il tappeto. Nella fretta di riaprire, manca: quasi 90% dei banchi, 150k supplenti da nominare, 20k Ata da incaricare, 2k capi segreteria. Manca l’ampliamento degli ambienti, aggiunto al lentissimo ottenimento di spazi alternativi. Massimo rispetto della igene, per carità, sanificazione, mascherine, distanziamento teorico, ma poi facciamo sedere i bambini per terra, poggiare i quaderni, le matite, le mani per terra. E se qualcuno entra in quarantena? Nel migliore dei casi, un genitore che lavora da casa, nel peggiore se la cava da solo. In mezzo, il congedo retribuito al 50%. Nel discorso a Vo, Azzolina ha paragonato la fattispecie a Ulisse, ma sappiamo tutti che è una, l’ennesima, Commedia all’italiana.

 

L’AUSPICATO DISTANZIAMENTO DELLA GIUSTIZIA ITALIANA

di Gianmatteo Lombardi

È divenuta ormai definitiva l’espulsione per gravi violazioni del codice etico di Luca Palamara dall’Associazione Nazionale Magistrati. È stato dunque bocciato il ricorso presentato dal pm, attualmente imputato a Perugia per corruzione, confermando pertanto la decisione assunta lo scorso 20 giugno dal comitato direttivo centrale dell’Anm. Ci auguriamo vivamente che questo episodio possa condurre al più presto ad una riforma concreta del mondo delle toghe, con la speranza che l’attività della magistratura si attenga pienamente ai principi cardine della giustizia italiana e non risulti più, una volta per tutte, influenzata dalla realtà politica del nostro paese. Libera Giustizia in libero Stato.

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