Tre auto arrivano sgommando di fronte all’ingresso della Camera, da piazza del parlamento n. 24.

È il retro dell’ingresso principale.
Una, la più mastodontica, è blu con i vetri oscurati.   Ne esce una piccola, bassa ed esile, figura umana che sembra sputata dal tostapane: posto il colorito bronzeo che ha in faccia e che risalta dal blú del vestito dal bianco della camicia e dal blú della cravatta. Tiene in mano dei fogli di carta che legge e rilegge, abbozzando pure dei sorrisi a tutta dentatura.
“È lui. Sí che è lui”, dico tra me e me.
Passa via veloce come se avesse un bisogno impellente.  Invece no.
Guardando il TG la sera mi rendo conto dell’arcano: la gioia del nostro Ministro degli Esteri non era data dalla realizzazione di un piano transnazionale per risolvere gli innumerevoli contenziosi comunitari e neppure per la liberazione dei nostri pescatori bloccati in Libia; non lo era neppure per delle nuove prospettive
comunicategli -in via riservata-dall’INPS avendo a riferimento le prospettive previdenziali e pure occupazionali per i nostri giovani. No. Niente di tutto ciò.
Nella mastodontica Sala degli Arazzi, dietro ad un leggío, il Nostro disvela il contenuto di quei fogli.
“Hanno vinto i Sì. Adesso ridurremo gli…stipendi dei parlamentari”.
Strabuzzo gli occhi e comincio a scrivere questa nota.
“Ma come?”, mi sto chiedendo ancora, “di fronte a colossali problemi e tensioni internazionali questo qui non trova nulla di meglio da fare che presentarsi in parlamento per commentare (tra l’altro occultando la cura dimagrante che gli italiani hanno fatto fare al M5S) un dato che qualsiasi Segretario di partito potrebbe illustrare? “
È il populismo, ragazzi.
E non si salvano da esso neppure le opposizioni, annichilite tutte dietro a quel carro.
A noi dicono solo quello che vogliamo (perché questo è) sentirci raccontare.
Che non c’azzecca nulla con la vita reale e che significa, di fatto, quanto la nostra democrazia istituzionale sia moribonda, se non già defunta.
Ah, a proposito, tutte le autoblú erano in divieto di sosta e di fermata.
(Sante Perticaro)
444

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here