Ho letto con attenzione il pezzo di Luca Borreale, ma sono giunto a delle conclusioni diametralmente opposte dalle sue.
Perché? Mi spiego.
Se è  pur vero che esiste ” ancora una parte del Paese, ampia, che vuole riformare l’Italia”,  essa in quale direzione vorrebbe andare?
Verso l’ulteriore statalismo compulsivo (che fa del “reddito di cittadinanza” il suo più splendente fiore all’occhiello) economico?
Ovvero in direzione di una qualche forma di dimagrimento di questo Stato impiccione che di fatto ha finito per comprimere la piena e libera intrapresa privata?
Oppure, infine, verso una qualche forma mixata che contenga entrambe queste opzioni: come, quanto, dove e in quali settori?
Non è semplice scegliere uno scenario tra questi.
Noi liberali opzioniamo per quello che ha poca presenza pubblica e limitata ad alcuni settori.
Parlando poi di politica mi risulta del tutto incomprensibile il nesso che l’autore incolla tra un Paese che stenta “per diversi motivi a manifestarsi in modo univoco”; con la “fatica a sentirsi pienamente rappresentata dai partiti esistenti” (e, aggiungo io, da coalizioni del tutto opprimenti) e  un “non si va neanche più a votare”,  con l’ovvia (?), per lui  (a mio parere invece del tutto erronea), conclusione che ci si posa schierare solo nella coalizione di centro destra.
Con quella compagine che, di fatto, sta finendo -in definitiva- per avere il solo tono di “destra”, posto che quella piccola e del tutto insignificante protesi -virtualmente raffigurata da Forza Italia- é ormai in fase finale di estinzione.  No.
Lo spazio non è affatto precluso a dei coraggiosi liberali che, com’è accaduto in Campania, hanno pur scelto un Presidente e sono riusciti, in perfetta autonomia, a far eleggere la propria rappresentante in seno al Consiglio Regionale.
I liberali sanno scegliere pure, dopo attenta valutazione, l’uomo  idoneo a guidare una Regione.
Ciò  non sempre denota un partito in “splendido isolamento”: perchè sappiamo opzionare pure, mica siamo idioti…
Si avvicinano a grandi passi le elezioni per Roma Capitale, che si possono ritenere la “prova del nove” per un partito -quello nostro- spumeggiante come non mai.
Da Presidente della federazione provinciale, vi posso assicurare che anche in quest’occasione troverete il vero PLI.
Che conta di non deludervi.
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