Le espressioni parlamentari (e l’Italia non fa eccezione) non sono altro che delle raffigurazioni di pubbliche opinioni che -via via- sono andate radicalizzandosi in modalità egoistica: suddividendosi in compagini ormai del tutto incomponibili e autoreferenziali.
Per cui, delle due l’una: o esse si rimettono a ragionare insieme
-trovando pure delle condivise risposte da dare ai problemi più eclatanti aperti-, ovvero finiremo tutti nel burrone.  Mi spiego.
La vittoria della Brexit – a metà 2016- fu  raggiunta spostando solo 700.00 voti (perché questo accade nei referendum): venne data cioè dallo spostamento di un misero 2,2% dei ben 33 milioni di elettori.
Sempre in quell’anno, qualche mese dopo, Donald Trump vinse le elezioni USA avendo dalla sua 304 grandi elettori su 538: rappresentativi di 63 milioni di voti, mentre la sfidante Hillary Clinton ne ebbe 66 milioni, ben 3 in più.
Ma presi negli Stati sbagliati.
Lo ammise pure, Donald: “io amo la gente con poca istruzione”. Volendo significare che egli doveva la propria vittoria a quegli abitanti della profonda campagna USA, più che ai laureati delle due fasce costiere dell’Est e dell’Ovest.
E ancora, nell’Europa continentale d’oggi: non si può non notare la contraddizione nel comportamento tenuto dai cd. “Paesi frugali” : campioni del welfare sì, ma solo del proprio.
Infatti sono i primi a strepitare contro i Paesi mediterranei quando essi accolgono dei poveri immigrati che provengono dall’Africa.
Attenti a sbacchettare sempre sulle mani la Grecia, l’Italia e la Spagna, che pure accolgono i disperati e li assistono, ma che non sempre rispettano gli “zerovirgola” dei parametri di bilancio.
É dura ammetterlo: ma il Covid sta rimettendo le cose a posto.
Quel certo sovranismo di destra che, fino a ieri, appariva imperante ha visto rovesciati -a Davos, nel 2017- anche i sacri parametri di riferimento orientativo economico: con gli USA (fautori del libero commercio mondiale) che hanno combattuto la “rossa” Cina a colpi di multe e sanzioni, in difesa assoluta.
Come è stato possibile che proprio il rosso sia diventato quel colore che tinge le gote del “laissez faíre” economico?
Venendo all’Italia: qual è la logica che fa rinnegare al “Conte 2” solo uno dei tre figli del “Conte 1”?
Perché, a ben vedere, se quel padre aveva messo al mondo tre obbrobri (per un liberale vero) di figli, chiamati  “reddito di cittadinanza”, “spesa per tutor” e “quota100”, per quale motivo egli (pure ospitato in casa da una nuova donna di facili costumi) ne caccia via solamente uno considerandolo reprobo?
Per questo Salvini giustamente si indigna, pur non comprendendo ncora quanto la sua intuizione di geniale non abbia proprio nulla.
Una ripresa di qualità, infatti, ci potrebbe essere solo con delle semplici, liberali, mosse: alleggerimento della spesa pubblica improduttiva; rinascita di una classe media degna di questo nome e orientamento produttivo verso beni di qualità, non già verso beni durevoli primari (tradotto in vúlgata: verso le tecnologie, non verso il cibo).
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