Non c’è dubbio alcuno che le prossime elezioni amministrative nel Comune di Roma saranno il più importante banco di prova per una sinistra che è caduta in una crisi esistenziale.
Tutto potrebbe detonare proprio là da dove iniziò la storia M5S: come “costola” di un PD (già DS, ex PDS, ULIVO…. vattelapesca) in crisi, che per il tramite dell’avvocato Virginia Raggi, implose in sé stesso.
Eppure una parte dello stesso M5S originario stenta ormai  a riconoscersi in quella donna che ha dato al Movimento pure un minimo  di credibilità nazionale e anche internazionale.
A una forza politica che, allora, era composta (ma non è che le cose siano di molto cambiate da allora ad oggi) da tutta una accozzaglia di “Ragazzi della via Paal”, estratti a sorte dal cilindro di raso rosso della ditta Grillo-Casaleggio.
Perché mai accade tutto questo?
Non già per una qualche forma di gelosia, ma semplicemente perché… quelli che vivono a Roma.. non possono non constatare il fallimento in cui Virginia (novello Attila in gonnella) ha precipitato la città.
Se ne è accorto pure il Presidente della Regione Lazio, il Segretario del PD Zingaretti, che con delle parole inequivocabili (“Virginia è stata un disastro”) ha bollinato per sempre, per i posteri, questa esperienza.
Per cui non si capiscono già due fatti: come il M5S unito possa combattere per la riconferma e poi con quale faccia -se l’hanno mai avuta in questa Repubblica- di bronzo i soci PD (eventualmente dopo il primo turno) potrebbero sostenerla ancora, ovvero -mutatis mutandis- come i fedeli pro-Raggi del M5S possano schierarsi con quel politico PD che andrà al ballottaggio.     Già il PD.
Dagli spermatozoi di quel partito che con il M5S ora sgoverna l’Italia è stato generato certo Carlo Calenda che l’altro ieri (com’è nel suo stile di saccente solista -in politica già questo è un difetto di non poco conto- onnicomprensivo “dallo spillo all’elefante”), pur rimangiandosi una parola che aveva dato qualche tempo fa, si è autocandidato non temendo di fare la figura del pachiderma in cristalleria.
Dicono che quell’altro campione di solismo (certo Matteo Renzi) se la sia presa molto e che -con ogni probabilità- abbia fatto cadere per terra un paio di saponette bagnate.
“Con amicizia”, naturalmente.
Così cannoni -di sinistra- sono già stati piazzati sul Colle Oppio, sul Collatino e sull’Aventino.
Bisognerà vedere in che direzione andranno i bianchi proiettili che spareranno quelli che sono in via di posizionamento su Monte Mario.
A proposito di separazione tra fede e politica…
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