I vecchi schemi sociali pare non vadano più di moda e pure i parametri del bene e del male, del positivo-negativo, del serio-faceto, del corretto-truffaldino, perdono il tracciato di confine.
I valori sfumano nella indifferenza e pure l’individualismo egoista la fa da padrone. Si rischia (se non é già accaduto) la perdita di ogni senso di comunità.
Il governo “Conte2”, fratello del primogenito “Conte1”, sono figli della grande anarchia che ha pervaso il nostro Paese quasi 3 anni fa: quando ha vinto l’indiviualismo avventurista che ha un punto di contatto comune, il prof. Giuseppe Conte che percorre imperterrito lungo la sua strada.
I vari guru con cui si è circondato lo lasciano sempre più solo nelle intemerate televisive che il Premier biascica sempre più da solo nel cortile di Palazzo Chigi ormai ogni 15 giorni.
Una scelta che era del tutto legittima e giusta nel tempo della emergenza assoluta, ma che è assai sospetta oggi.
Posto che a mente fredda si dovrebbero tracciare delle nuove fondamenta per la vita civile e comunitaria del domani, non pare proprio il massimo voler fare questo da soli senza quelle opposizioni che pure stanno rappresentando “l’altra metà” di questa Repubblica. A meno che…
È appena uscito l’ultimo dpcm che vigerà sino al 24 novembre p.v.
Esso aggiunge nuove misure in ordine a “locali, scuola, sport”.
Vediamole e cerchiamo di capire il perché le opposizioni -novelli Qui, Quo, Qua- siano state chiamate solo nell’ultimo quarto d’ora prima del parto da mamma Conte.
Allora, le attività di ristorazione saranno consentite dalle 5.00 alle 18.00. In pratica saranno del tutto eliminate le cene e la movida.
Pure gli inviti pseudo-romantici (“andiamo a cena insieme e poi… discutiamo a quattr’occhi”, mi hanno detto che oggi si fa così) sono vivamente sconsigliati.
Il consumo sarà consentito al massimo per 4 persone per tavolo.
“Ma noi siamo in 6”.
“Nessun problema, vi sistemo su due tavoli vicini”, disse Einstein.
A meno che…
“Restano aperti gli esercizi di somministrazione e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento del carburante”, così come sono consentite le attività delle mense” alla distanza di almeno un metro.
“No, noi fermamente vogliamo i tavoli a 80 cm.” avrebbero detto le opposizioni?
Un bel dilemma politico, non c’è alcun dubbio.   A meno che…
Poi viene “raccomandato” a tutte le “persone fisiche” di non spostarsi, salvo che per “esigenze lavorative, di studio, di salute o per situazioni di necessità”… E, di grazia, perché uno va in giro sennó?
A meno che non sia il solito vú cùmprà che professionalmente sposta il sacco a pelo attorno alla stazione.
L’attività fisica o motoria in genere biene consentita solo nei centri culturali, in quelli sociali e pure (bontà sua) in quelli ricreativi dove, per giocare a scopone in genere 2 tavoli sono  posti su quasi 10 metri quadrati.
Tradotto in vúlgata:  ARCI, COOP e Patronati per anziani possono continuare, i centri ginnici e le palestre per quelli con la “r-moscia” hanno dà múrì…
Sono consentite le Fiere Nazionali e Internazionali, purché “si rispetti la distanza di sicurezza di almeno 1 metro”.
Chi ha frequentato quel tipo di Fiere sa che ciò (ove le Manifestazioni siano di successo, ma con questi chiari di luna ci permettiamo di dubitare) non sarà affatto possibile.  A meno che…
Le strade e le piazze nei centri urbani, dove si possono creare “situazioni di assembramento” (ma le piazze non servono soprattutto per creare socialità comunitaria?), devono chiudersi dopo le 21.
Le opposizioni cattive avrebbero rilanciato “dopo le 23”?
Nessun problema, si sarebbe raggiunto l’accordo sulle 21.30/22.
A meno che…
Sospese le competizioni sportive, ma restano quelle antagonistiche: ossia quelle che comportano, per definizione, il contatto tra atleti, che si picchiano pure. “Ma quello è un fallo”…
Devi tenere la mascherina (con raccomandazioni) solo se a casa viene a trovarti un amico, ma si “raccomanda”, peró, di “non ricevere in casa persone diverse dai conviventi”. Ci mancherebbe altro, se uno/a è convivente dove va?   A meno che…
Ora, noi liberali saremmo pure duri di comprendonio ma non riusciamo proprio a capire per quale oscuro motivo il Nostro non abbia riservato uno spazio di dialogo anche alle opposizioni e pure alle Regioni, ché ora protestano.
Ci sentiamo ora in condizione, a distanza di sicurezza, di svelarvi l’arcano sotteso al nostro “a meno che…”
Conte non voleva sottoporre Salvini, Meloni e Tajani, al rischio del sicuro contagio perché… era già stato informato del virus che avevano contratto tra quelle mura il Ministro (degli AffariRegionali) Boccia e la sua ombra, Rocco Casalino.
In fondo in fondo dovreste ringraziarlo Conte, ingrati.
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