“Voi parlate, parlate: ma cosa avete fatto per Roma?” mi ha detto il mio barista una mattina di quasi un lustro fa, ossessionato dalle urla che per ogni dove il M5S faceva risuonare nell’Urbe, evidentemente ipnotizzato dai grandi radar che Virginia Raggi aveva al posto delle orecchie.
Non gli ho risposto non solo perché la posizione dei partiti tradizionali era del tutto indifendibile, ma anche per non sentirmi la solita giaculatoria di problemi morali. Oggi mi sentirei di farlo, se non altro perché lui (ma dato che è orgoglioso non lo dice), per me, ha già cambiato idea: a favore di chi non lo so e debbo dirvi che non mi interessa neppure.
Del resto, guardando fuori semplicemente dalla vetrina del bar, penso che pure lui stesso -h. 24- non abbia potuto constatare almeno tre peggioramenti avvenuti alla nostra vita civica comunitaria.
Ve li elenco rapidamente: perché essi sono sempre gli occhi di chi vuole vedere.
UNA STRADA PIENA DI BUCHE: di molto peggiorata, quasi fossimo appena usciti dalla guerra.
Le buche non solo sono un pericolo per l’incolumità dei passanti che in esse incerspicano ruzzolando per terra magari con qualche slogatura. Ma anche per i motociclisti che si distraggono un attimo.
Per non parlare delle automobili e degli ammortizzatori delle stesse.
Insomma, lo stato delle strade fa pena. E questo è un servizio comunale.
Ma dalla vetrina si vedono pure i contenitori delle immondizie…. quindi si può vedere UNO STATO DELLA RACCOLTA E GESTIONE DEI RIFIUTI assai imbarazzante.
Non solo perché -nel lungo periodo- non si è programmato nulla per lo smaltimento degli stessi, quanto per lo stato di salute degli stessi cassonetti di raccolta, alla rinfusa, le immondizie che i cittadini pur producono. Parimenti, non si è fatto nulla per la disinfestazione degli stessi, che -ammaccati e scassati- sudano e gocciolano del putrido percolato per ogni dove. Per la gioia di microbi ed insetti. Scene inimmaginabili un lustro fa.
Anche questo è un servizio comunale.
Infine, in terzo luogo: GLI AUTOBUS.
Non sono stati affatto risolti i problemi degli scioperi e della puntualità egli stessi (ma di questo fatto, ormai, bisognerà abituarsi in tutta Italia), però rispetto al passato sono diventati assai preoccupanti i problemi della manutenzione e della sicurezza degli stessi (ogni tanto ne va a fuoco qualcuno) e pure non si vede affatto qualche barlume di cura per quel che ttiene il pagamento dei titoli di viaggio. Soprattutto (ma non solo) ad opera di molti utenti extracomunitari ché hanno imparato la tecnica dello “stop-&-go”, cioè di scendere ogni 2/3 fermate. Tanto hanno tempo da perdere.
ATAC è un servizio comunale.
Ecco.
Con questa rubrica -d’ora in poi- cercheremo di mettere a fuoco, in modo semplice, i guai che Roma sta vivendo, trattando gli stessi nel modo più solare: affinché tutti voi, girando per strada (con la mascherina), possiate focalizzare la vostra attenzione agli stessi e partecipare al dibattito collettivo che questa introduzione su Rivoluzione Liberale intende aprire.
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