“SI VUOLE UN CENTRO BUIO, DESERTO E NON SICURO?”, questa è la domanda che molti esercenti le attività commerciali rivolgono al Sindaco di Roma: in riferimento al vacuo e testardo mantenimento della ZTL (Zona Traffico Limitato).
“Ma come? Si tiene la ZTL in un periodo in cui non si vede neppure una mosca volare in centro, non ci vengono neppure ridurre gli affitti e ci si ostina a non voler cancellare del tutto -anche provvisoriamente, per carità- la TARI?”, mi ha chiesto un commerciante del centro, che desidera mantenere l’anonimato per timore di ritorsioni “politiche”.
Bella democrazia.
Chi non sta zitto, invece, è Angelo Pavoncello, ché degli ambulanti è uno dei più coriacei rappresentanti sindacali di categoria.
“Pure le delocalizzazioni sono ferme e continuiamo a registrare molte stranezze e incongruenze in merito agli atti comunali.
Perché quelle pratiche sono illogiche, inefficienti e dannose, per le economie di decine e decine di ambulanti”.
Insomma, la situazione è esplosiva anche perchè questa si assomma alla proroga immotivata della ZTL,  perpetua per gli stessi romani non residenti in centro, ma che pure potrebbero, in qualche modo, compensare la grave carenza che si registra per il  turismo straniero e pure per quanto riguarda gli stessi connazionali che, a loro volta, potrebbero essere una potenziale domanda.
Questi sono degli ambiti decisóri di una competenza comunale per cui si vede manifesta una assoluta insensibilità.
Altro punto assai critico è quello rappresentato dalla totale e assoluta incapacità a gestire il VERDE PUBBLICO.
Ma come?
Una volta l’essere colorata con ampi sprazzi di parchi e di verde (basti pensare al Gianicolo, solo per fare un esempio) era un vezzo pregiato architettonico-urbanistico della Capitale, ma invece ora viene visto come un fastidioso orpello?
La totale assenza di cure pure per il ricco patrimonio arboreo cittadino ha finito per creare un problema di non poco conto per il corretto deflusso delle acque nel caso di precipitazioni intense e improvvise, perché i tombini e le caditoie si intasano ovunque: trasformando le strade (piene di avvallamenti e di buche) in tante piccole lagune urbane.
Ché se non ti armi di stivali, scafandro e pure mascherina (da sub, questa volta), tu, anonimo pedone o ciclista, rischi di… annegare!
Anche questa non odora affatto di responsabilità governativa centrale.
Oh, badate bene, non stiamo ancora parlando affatto degli aggravati problemi finanziari.
Ma di quello che dovrebbe essere “l’a, b, c” per ogni amministratore locale.
Andremo avanti, statene certi….
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