Narra la leggenda che -nel 390 a.C.- le oche del Campidoglio si misero a starnazzare avvertendo il Console Marco Manlio del furbo tentativo di un uomo del barbaro Brenno di penetrare la roccaforte che oggi ospita la sede del Sindaco di Roma.
Di tal guisa, circa 2411 anni dopo la fallita conquista di quel luogo, una domanda dovrebbe squillare nelle orecchie-radar dell’attuale primo cittadino di Roma Virginia Raggi: “di quanto Lei è riuscita a ridurre l’immenso debito pubblico che originò nientepopò di meno che… da quell’assedio ?”
Perché, narra sempre la vulgata, venne pagato un notevole riscatto in oro, quella volta.
Venendo ai tempi d’oggi, quando il Sindaco si commosse dal balcone del Palazzo Senatorio, non avvertí proprio -da avvocato, uso ad avere poca confidenza con due conti- il pericolo che era sotteso a quell’incarico: probabilmente perchè non fu informata neppure del ritardo con cui quello stesso edificio fu edificato – dal 1537 al 1598-, ben 61 anni ci vollero.
Allora non c’erano proprio i vincoli paesaggistici e neppure la Soprintendenza ai monumenti.i lo
Roma è tutto questo: immensa, in quanto a dimensioni territoriali, storiche, culturali e pure debitorie.
Parliamo del debito, appunto.
Forse pochi sono a conoscenza del fatto che -dal mese di aprile del 2008- la “mafiosa” Giunta di Gianni Alemanno si trovó a beneficiare di un gentile omaggio ad opera del vituperato Governo Berlusconi, posto il grande stress debitorio di cui avrebbero sofferto i Bilanci comunali (ove quel “cadeaux” non fosse mai stato erogato) a causa di una immensa pressione in negativo quale sarebbe del tutto ovvio ritenere fosse in parte provenuta dal riscatto…  che fu pagato allora da quel Console!
Un Commissario straordinario (l’ultimo è Alessandro Beltrami, nominato dal primo gennaio dell’Anno Domini 2019 e che rimarrà in carica per tutto il 2021) gestisce così una forma di Bilancio del tutto splittata: che si affianca all’annuale previsione di Bilancio, quella che fa fare ordinariamente … “à núttata”… a tutti i consiglieri e le Giunte comunali per tutta Italia.
Con una particolarità, tuttavia: mentre questi ultimi tapini sono usi scervellarsi per tirare una coperta sempre troppo corta (“va lasciata  scoperta la testa o il piedone?”), il generone romano non si pone proprio questo angoscioso dilemma.
Posto che pure federe e lenzuola sono ripieni di sonante denaro.
Pregi e difetti della Capitale d’Italia.
Perché l’Urbe gode del privilegio di avere -a latere- un documento contabile che finisce per fungere quale “tenda ad ossigeno” per l’atto previsionale ordinario.
Un accessorio di tutto rispetto, questo: dato che originó una fichés da “-29 miliardi”.
Detta posta avrebbe dovuto essere ripagata entro il 2033, però è già stata prorogata, la sua scadenza, al 2048.
Qualora non ci avesse mai fatto caso, da ora ogni cittadino non può “non sapere”, come dissero quella volta alla Procura Milano…
Così, un’avvocatessa dalla lacrimuccia facile ha nascosti sotto la gonna ben due bazooka: carichi di tutto punto.
Una cosa che ti farebbe andare fuori di testa, se non altro per il troppo ossigeno che origina dal sacrificio -l’ennesimo- con cui Roma sottopone a stress tutti noi contribuenti italiani.
Questo è il principale elemento di critica che va apposto subito all’avvocato Virginia Raggi.
A proposito di trasparenza ed efficienza pentastellata: avevate promesso di eliminare del tutto questa sorta di “documento mónstre” che vaga per il Campidoglio (“cesserà di esserci dal 2021” aveva già annunciato dal romantico balcone Virginia Raggi, novella Giulietta) e invece ce lo ritroviamo ancora lì.
Un immenso sfregio, l’ennesimo, posto alla presunta capacità novativa del M5S.
Lasciamo perdere l’annunciata (a vuoto) promessa di riduzione delle tasse comunali e pure della dedicata quota IRPEF.
Ma chi vi crede più?
570

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here