IL BAZOOKA CONTINUA… MA È GIUSTO COSÌ
di Giovanni Dettori
La situazione pandemica è al centro dell’ultima riunione di politica monetaria della banca centrale europea: quest’ultima ha deciso momentaneamente di mantenere invariati il tasso sui depositi a -0,5% e 0,25% quello sui prestiti, riservandosi
la possibilità, come ha dichiarato il governatore Lagarde di rivedere i propri strumenti a dicembre tenendo in considerazione vari aspetti come “la dinamica della pandemia, le prospettive di diffusione di un vaccino e gli sviluppi nel mercato dei cambi”. Agli strumenti precedentemente menzionati vanno aggiunti gli acquisti di titoli pubblici con il
programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) da 1350 miliardi, il rafforzamento da 120 miliardi dell’APP (Asset Purchase Programme) e il nuovo ciclo di TLTRO-III con asta fissata al 9 Novembre. La personale chiosa rivolta a coloro i quali sono interessati ed informati (questo secondo aspetto fondamentale per comprendere la portata di questi interventi) è la seguente: per quanto il sottoscritto nutra forti preoccupazioni sulle possibili conseguenze di una così ingente ondata di liquidità, cionondimeno egli riconosce come i tempi siano eccezionali ed ora più che mai ritiene necessaria una politica fiscale espansiva accompagnata dall’azione della BCE che ne sterilizzi, per quanto possibile,
l’effetto sul costo del debito.

ANCORA TERRORE IN FRANCIA
di Francesco Conti
La Francia ha appena assistito all’ultimo di una serie di attentati terroristici che da anni colpisce il paese. La tragedia avviene a pochi giorni di distanza dall’uccisione di un insegnante scolastico da parte di un fondamentalista islamico, reo di aver mostrato vignette satiriche. L’ultima disgrazie è avvenuta in un clima politico di attrito tra il capo dell’Eliseo e il presidente della Turchia. In seguito all’omicidio dell’insegnante, Macron ha ribadito il diritto alla satira religiosa e posto controlli più severi ai luoghi di culto. Erdogan, dal canto suo, ha mosso parole dure verso il rivale, condannando la sua politica e paragonando il trattamento subito dai fedeli islamici a quello subito dagli ebrei nella prima metà del ‘900. È
emblematico come tale presa di posizione non provenga da un politico legato al nazionalismo, ma da un esponente dell’europeismo.

VECCHI PROBLEMI, NUOVE EMERGENZE
di Gabriele Volpi
Mentre ogni giorno la curva dei contagi cresce con ritmo esponenziale, ci si interroga sull’efficacia delle misure restrittive introdotte da continui DPCM nelle scorse settimane. Dopo aver raggiunto un indice Rt su scala nazionale pari a 1,7, con picchi superiori a 2 in regioni quali la Lombardia, il governo sembra intenzionato a provarle tutte pur di evitare un nuovo economicamente disastroso lockdown. Ma attaccare le già martoriate imprese della ristorazione, con ovvi danni collaterali su tutta la filiera produttiva dell’agroalimentare, è davvero la soluzione? Il vero problema fondamentale, ovvero il sovraffollamento dei mezzi pubblici, rimane senza una strategia di miglioramento fattibile; la mancanza di investimenti
infrastrutturali adeguati ci relega al solo ostinarci su battaglie ideologiche inutili quali l’obbligo di frequenza nelle scuole.

IL CONFLITTO IN ARMENIA INTERESSA A ROMA
di Leonardo Rivalenti
Dall’inizio di settembre a questa parte, si è testimoniato un acuirsi del conflitto tra Armenia e Azerbaijan, due repubbliche caucasiche, una ortodossa e l’altra musulmana che dai primi anni ’90 disputano la sovranità sull’Artsakh (o Agorno-Karabakh, per gli Azeri), regione a maggioranza armena, ma rivendicata dall’Azerbaijan. Il conflitto, dalla fine di settembre, è poi degenerato in un conflitto armato, che ha visto l’Azerbaijan aggredire l’Armenia, con il sostegno e la benedizione del regime salafita di Ankara. In questo contesto, al nostro paese si presenta l’opportunità di osteggiare Ankara, ormai elevatasi a potenza rivale per il dominio sul Mediterraneo e di contenerne l’espansionismo aggressivo direttamente nel suo vicinato. Naturalmente, fare ciò significa sostenere l’Armenia, sia politicamente che militarmente, che implica mettere a rischio le relazioni con l’Azerbaijan e di conseguenza il gasdotto South Stream. Ciò potrebbe tuttavia portare al nostro paese maggiori benefici sul lungo termine, se inquadrato nella formazione di una coalizione a guida italiana per contenere l’espansionismo Neo-Ottomano della Turchia.

È SEMPRE COLPA LORO!
di Danilo Aglioti
Salvini, Meloni, Trump! I giorni bui della destra, i grandi giorni di Conte, del Pd, dei 5 Stelle e di Biden!
Gli scontri in Italia? Naturalmente colpa di Salvini e della Meloni, le presidenziali USA? Ha già vinto Biden…per fortuna. E mentre aspettiamo la serie DPCM, c’è chi inconsciamente, stupidamente, mette a ferro e a fuoco le nostre città, come se già non avessimo altri problemi di questi tempi. Quindi Conte sbaglia, il parlamento non sa cosa fare,
l’opposizione…boh, Trump porta il Pil a un passo record pari al 33,1% annualizzato, trainato dai consumi che rappresentano due terzi dell’attività e Biden è straripante vincitore… abbiamo saldamente al comando PD-5Stelle ed in tutto questo, per fortuna pochi cittadini (se vogliamo chiamarli tali) si divertono con poco! Andrà tutto bene dicevamo,
insomma, a quanto sembra, mica tanto.

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