La corsa dei carri era una delle gare più diffuse nei tempi antichi: paragonabile ai Gran Prix automobilistici, o motociclistici, di oggi.

Si narra che il Circo Massimo fu ideato proprio per consentire lo sviluppo della “cilindrata” veloce: la biga.
Erano, le bighe, dei carri leggeri, velocissimi e per governare gli stessi era necessaria una grande freddezza e abilità, quella che avevano i migliori aurighi: atleti esili, scattanti, muscolosi e pure molto scaltri.
Campioni nel trovare il pertugio da perforare -se del caso usando la frusta- colpendo l’avversario che li precedeva.
Cicerone narrò che “intorno al Circo gravitavano maghi e astrologi che promettevano all’incauto spettatore il nome dell’auriga vincente”.
Sempre la leggenda racconta che le pene comminate agli sconfitti che avevano fatto perdere fìumi di denari agli Imperatori fossero terribili…ma all’incontrario: Vitellio giustiziò gli auriga avversari dei propri favoriti e  pure il terribile Caligola avvelenó sia i cavalli che gli aurighi avversi alla propria squadra.
Per esempio all’auriga Eutico donò pure un paio di milioni di sesterzi, prima di farlo uccidere. Dicono che il tapino defunse col sorriso sulle labbra.
Vi raccontiamo queste cose
perché sono ormai prossime le elezioni per il nuovo Sindaco e il Consiglio Comunale di Roma e ci pare di assistere a una replica di queste vicende.
Con tanto di aurighi pronti ai blocchi di partenza (qualcuno dei quali anche rigorosamente autocandidato) per soffiare l’ambito posto a Virginia Raggi.
La stampa narra che almeno 6 dovrebbero essere i competitori (citiamo solo i principali tra gli stessi, non se ne abbiano a male gli altri -ahimè poco considerati-comprimari).
Eccoli in ordine, partendo dal Sindaco: Virginia Raggi, Carlo Calenda, Vittorio Sgarbi, Guido Bertolaso, Claudio Durigon e Fabio Rampelli.
L’obiettivo finale di questa prima sfida è di eliminarne 4 (se non di più), per far rimanere solo i 2 che correranno al ballottaggio finale.  Bello, no?
I circenses li avete, volete pure il pane? Esagerati, accontentatevi..
Ove il PD tollerasse persino la supponente autocandidatura del proprio europarlamentare ed ex-Ministro Calenda (un evento che sarebbe stato assai improbabile ai tempi del vecchio PCI), è  del tutto presumibile che sarà proprio il Mr. #sotuttoio che andrebbe al ballottaggio con il Sindaco attuale: tant’è che sta già presentando schede a ripetizione sui problemi che ha Roma (del tutto vuoti, però, in quanto a opzioni risolutrici).
Agli altri finti contendenti va pure bene tutto ciò.  Ci spieghiamo.
A destra si narrano tutta una serie di maliziose vúlgate.
A cominciare da quella per cui il partito di Forza Italia non avrebbe mai dovuto dovuto riservarsi il pregio di spezzare una lancia a favore di Guido Bertolaso, essendosi -questo partito- macchiato pure del peccato originale di aver generato certo estroso Vittorio Sgarbi.
Perché il Clan familiare dei “Melones” desidererebbe  più tranquillamente continuare a lanciare i propri improperi contro la sinistra.. “brutta e cattiva” a prescindere… , in attesa di passare all’incasso tra un lustro. Salvini, per canto suo, novello Attila, si dovrebbe tenere ben lontano dall’Urbe.
A Giorgia, infatti, non è stato mai  consentito il buzzurro privilegio di porre le terga sui prati padani, per cui non le sarebbe scappata la frase:  “ooh barbaro, non puoi permetterti di calpestare il mio ben curato orto familiare”.
La sibilla narra che queste cose lei le abbia pronunciate con quello sguardo -puntuto e vagamente luciferino- che l’ha resa il politico più amato dai sondaggi nostrani.
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