PERCHÉ NON CONCORDO CON LA LEGGE ZAN
di Alberto Basile

A mio parere la legge Zan possiede presupposti e comporta conseguenze del tutto discordanti con lo spirito liberale. La mia critica è sostanzialmente questa: implicitamente la teoria gender viene ufficialmente riconosciuta come l’unica valida, per cui ogni manifestazione di dissenso diventa discriminatoria e penalmente punibile. Questo è il contrario del pluralismo liberale, in cui diverse teorie e opinioni si scontrano nel dibattito pubblico, senza che nessuna di esse divenga “religione di stato”. Con questa legge si rischia di limitare la libertà di espressione e vengono censurate legittime opinioni, discriminando di fatto quelle non aderenti alla teoria ufficiale. Sia chiaro: bisogna difendere le minoranze LGBT da qualsiasi atto o incitazione alla violenza contro di essi, punendo adeguatamente i responsabili. Ma se ammettiamo leggi che censurano opinioni e convinzioni personali, usciamo dal sentiero del pluralismo liberale e questo è inaccettabile.

 

 

CHI VINCE, COSA CONTA?
di Pietro Mazzeri

Nonostante le azioni legali, i conteggi e i riconteggi, le accuse di frode e le sfuriate su twitter di Donald Trump, sembra che Joe Biden possa agilmente fregiarsi del titolo di nuovo inquilino del 1600 di Pennsylvania Avenue. Queste ultime elezioni presidenziali – per l’ennesima volta – ci ricordano che gli Stati Uniti non sono il monolite che spesso vediamo con la nostra ottica eurocentrica. Gli Stati Uniti sono e operano come una complessa repubblica federale. Queste ultime elezioni presidenziali – per l’ennesima volta – ci ricordano che i media tradizionali non sono in grado di rappresentare una fetta di elettorato che conta, nel migliore dei casi, almeno 70 milioni di elettori: gli stati del Midwest che dovevano vedere un vantaggio bulgaro di Biden sono stati decisi per qualche decina di migliaia di nebulosi voti postali. Le politiche del ticket Biden-Harris sono chiare, da quelle sul secondo emendamento a quelle sul fracking, dalla redistribuzione forzosa dei redditi al salario minimo federale: per gli amanti della libertà, saranno quattro anni lunghissimi.

 

 

NON CHIAMATELA “ALITALIA”
di Francesco Giandomenico

Chiamatela semplicemente “ITA”. La Corte dei Conti ha infatti da poco registrato il decreto di costituzione di «ITA — Italia trasporto aereo Spa», la società pubblica creata ad hoc per rilanciare l’oramai sofferente tricolore. La compagnia avrà una una flotta di 75 aerei che si stima potranno diventare ben 147, mentre i dipendenti dovrebbero essere almeno 7 mila. La società si pone come obiettivo quello di ritagliarsi un’importante fetta di mercato sulle tratte “a lungo raggio” (principalmente Asia e Nord America), poiché considerate quelle più redditizie a parità di investimento. Tutti i voli intercontinentali saranno operati dai nuovi Boeing, scelti per ottimizzare i costi e razionalizzare la flotta, mentre gli Airbus serviranno per contrastare la presenza delle compagnie low cost sul mercato interno. Che sia questa la volta buona?

 

DALL’ISTAT E DALL’UE “INCERTEZZA”
di Gianluca Lo Mele B.

Questa settimana numerose sono state le dichiarazioni in merito all’andamento dell’economia italiana. Si parte dalla Commissione UE, con i seguenti dati per l’Italia: PIL -9,9% 2020 +4,1% 2021, deficit +10,8% 2020 +7,8% 2021, debito pubblico 159,6% 2020, tasso di disoccupazione +11,6% 2021. L’Istat nella nota di aggiornamento mensile afferma come le prospettive di ripresa per i prossimi mesi appaiono incerte ed evidenzia anche un forte peggioramento delle aspettative dell’occupazione. Moody’s conferma il rating dell’Italia a Baa3 ed afferma che nel breve termine potrebbe avere un effetto negativo sulla ripresa l’aumento da contagi. Dati commentati da Codacons, Confcommercio e Coldiretti, come “estremamente negativi e destinati a peggiorare”. Le previsioni inevitabilmente oscillano in base all’andamento dei contagi, ecco perché la parola chiave che rimbalza dalla BCE all’Istat e al FMI è “incertezza”.

 

 

VOLEVATE VOTARE? PER IL NOSTRO BENE, NO!
di Danilo Aglioti

Il cielo sopra l’Italia è sempre più giallo-rosso, è già, per la fortuna di noi cittadini italiani non si andrà a votare per un bel po’! Basta una semplice stretta di mano, Zingaretti e Di Maio amici più che mai, con Renzi al loro fianco nella tavola roton…ops…per il bene, per fronteggiare il COVID-19, per rinascere dall’emergenza, per ricostruire l’Italia, chi meglio di loro? Anche perché abbiamo visto con Salvini cosa era no? Conte Premier ed alleanza con 5S… problemi di immigrazione (perché abbiamo solo questi problemi in Italia, certo, no?) troppo estremisti dicevano, anche se Di Maio a distanza di ore ha detto le stesse cose, sembra, soprattutto abbiamo anche visto la Meloni al governo cosa ha fatto, perché è stata al governo, ministro della Gioventù, qualche anno fa, premier mai, comandato mai. Però su dai, diciamocelo! Meno male che abbiamo i Giallo-rossi, forse, non era meglio la Roma?…

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