MEDITERRANEO, CIMITERO DI MIGRANTI
di Gianluca Lo Mele Buonamico

La notizia che distoglie la mente della società sempre più covidcentrica per qualche minuto è quella della morte del piccolo Youssef, di soli sei mesi, originario della Guinea morto annegato nel cimitero dei migranti, il Mediterraneo. Questa settimana il bilancio complessivo è di quasi 100 morti nei mari della Libia, vite stroncate che continuano ad aumentare il conto salatissimo dei peccati dell’Europa che guarda da lontano, o che si gira dall’altra parte, concentrata sull’emergenza covid, incapace di trovare una soluzione a un problema che va avanti da troppo tempo. Sì, perché l’Europa si è già dimenticata del piccolo Aylen Kurdi, che ha condiviso lo stesso destino di Youssef 5 lontanissimi anni fa, così come di tantissime altre bare bianche. Non posso che condividere le parole di Federico Soda, capo missione dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni: “Il Mediterraneo è una manifestazione dell’incapacità degli Stati di intraprendere un’azione decisiva per dispiegare un sistema di ricerca e soccorso quanto mai necessario in quella che è la rotta più mortale del mondo”.

LE CIFRE MONSTRE DELLA POLITICA USA
di Giulio Bargellini

Data l’importanza dell’evento non sorprende, o forse sì, l’immane spesa affrontata dai candidati per la campagna elettorale in vista delle presidenziali USA 2020. Mentre Trump e Bloomberg hanno investito circa 10 milioni ciascuno per uno spot all’interno del Super Bowl, Kamala Harris, prima di essere scelta da Joe Biden come possibile vicepresidente, si è ritirata a dicembre per mancanza di fondi. Venendo ai numeri dei due candidati finali, la spesa sostenuta da Trump per la campagna si attesta intorno ai 600 milioni di dollari, cifra assai inferiore rispetto ai 950 milioni raccolti da Biden (ne ha usati 775) che ha beneficiato delle ampie elargizioni dei colossi della Silicon Valley, questa volta più che mai schierati dalla parte dem, forse infastiditi dalla politica ostile contro la Cina dell’ormai ex presidente.

 

SARÀ LA SVOLTA O L’ENNESIMA DÉBÂCLE?
di Lorenzo Pasinelli

È del 9 novembre l’annuncio della casa farmaceutica Pfizer in merito alla promettente efficacia del vaccino contro SARS-CoV-2 sviluppato in collaborazione con BioNTech. Nonostante permangano alcuni interrogativi circa il funzionamento e la reale protezione offerta dall’antidoto, la Presidente della Commissione europea von der Leyen ha comunicato la sottoscrizione di un contratto con Pfizer-BioNTech per l’acquisto di circa 300 milioni di dosi, che, nello scenario migliore, potrebbero già essere disponibili tra fine 2020 e inizio 2021. Nel frattempo, Palazzo Chigi avrebbe deciso di affidare l’ardua e cruciale sfida della gestione e della distribuzione dei vaccini al super commissario Arcuri. Dopo gli scivoloni su mascherine, banchi e terapie intensive che hanno caratterizzato la sua attività sin dal lontano marzo, c’è da sperare che questa volta la strategia sia chiara e mirata e l’operato efficace e trasparente.

DIDATTICA A DISTANZA: A CHE PUNTO CI TROVIAMO?
di Giulia Pantaleo

È partita da Torino la protesta contro la didattica a distanza dei ragazzi e delle ragazze di ‘Schools for future’. Sono state Anita e Lisa le prime ad aver lanciato questa forma di protesta giorni fa.  “Qualcosa è cambiato dopo questi giorni – dice Anita intervistata da ANSA – c’è più coscienza tra gli studenti, ma anche nelle persone più grandi”. Sono molti i giovani che stazionano davanti alla propria scuola chiedendo di fare lezione in presenza per far valere il loro diritto all’istruzione. Li hanno chiamati “Schools for Future” e sono flash mob molto particolari. Nessuno slogan: armati di computer e wi-fi, gli studenti protestano davanti alle scuole di tutta Italia. Frattanto, nuova stretta sulle scuole in Calabria. Nella regione tutte le attività nelle scuole di ogni ordine e grado saranno sospese a partire dal 16 novembre. Torna quindi la didattica a distanza per tutti. Diversamente la Campania segue un corso opposto e riapre i servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria a partire dal 24 novembre. La Campania, così come la Calabria, è inserita nella lista delle regioni che sono dentro la zona rossa. Dunque, stando all’ultimo Dpcm del governo è già obbligatoria la didattica a distanza per tutti gli studenti a partire dalla seconda media. A metà ottobre De Luca aveva prima sospeso la didattica in presenza nelle scuole primarie e secondarie – sfidando il Governo – per poi decidere, a inizio novembre, di chiudere anche le scuole d’infanzia con una nuova ordinanza. Adesso, gli studenti e i docenti potranno tornare nelle scuole d’infanzia, previa effettuazione di screening su base volontaria. Nelle altre regioni regna il caos.

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