Il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di ieri all’ANCI ha richiamato le singole sensibilità per ridurre il covid: “liberi e responsabili”.

Questo appello al Paese contiene una nota confortante: significando come il governo non intenda affatto imporre il lockdown dall’alto, ma vorrebbe spingere per far nascere dal fondo delle nostre coscienze civiche la non trasmissione della belva letale. E del nostro amore per gli altri italiani: in primo luogo anziani.
Continuano a rimanere stretti, invece, i margini di responsabilità nell’ambito politico e parlamentare. Perché in esso gli effetti perversi della logica maggioritaria permangono a tutto tondo.
Oggi governa la sinistra e la destra trova sempre nuove motivazioni per fare fuoco e fiamme dentro l’accampamento
Se, viceversa, governasse la destra, le posizioni sarebbero completamente rovesciate. Non ci illudiamo: avendo già sperimentato, in un passato anche recente, le evidenti prove.
Un malore durante l’intervista é stata la motivazione con cui il generale commissario calabrese avrebbe manifestato -in diretta TV- la sua ignoranza totale in ordine alla propria responsabilità.
Ecco, la prospettiva televisiva è quella forma di democrazia che il francese Montesquieu non poteva prevedere.
“Ieri ho detto di no, che nuovi elementi mi sarebbero stati comunicati per poter dire – oggi- sì?”
Dicono che questa sia la domanda che starebbe arrovellando le cervici di Giorgia Meloni che, alla fin fine, potrà diventare “la donna del monte” per Guido Bertolaso.
Dall’altra parte Virginia Raggi e Carlo Calenda si spartirebbero le spoglie di una eredità che è solo disordine civico, puzza e bus infiammati.
Ci permettiamo di sottolineare alla leader romana di FdI un lieve suggerimento: posto che tutti conveniamo che il Sindaco uscente sia stato un fallimento totale e che l’autocandidato Calenda sia iper-efficiente solo a catalogare ed archiviare i problemi senza, peraltro, offrire delle soluzioni credibili, perché vuoi far arrivare proprio loro due al ballottaggio?
Se, da cittadina romana, Giorgia non può non amare una città unica al mondo e piena di ricchezze inestimabili, perché – per una volta- non lascia libero il suo animo razionale?
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