È un segnale importante quello che maggioranza e opposizioni hanno dato, votando all’unisono lo scostamento di Bilancio.

Un atto politico che, al di là del merito contabile, sta a significare che una tendenza assolutamente positiva ha pervaso la classe politica: tutta l’Italia si ritrova sulle imponenti misure atte a fronteggiare la grande crisi economica e sociale che sta facendo seguito alla pandemia.
Il prevalere di un comune sentimento civico sulla freddezza divisiva politica.
È troppo presto per capire se a questo fatto, indubbiamente positivo, ne potranno seguire altri novativi.
Per intanto registriamo questo fatto, fino, a ieri inaspettato e inaspettabile: pur nel dovuto mantenimento delle rispettive identità, posizioni politiche-politicanti e tensioni giornaliere, tutti insieme hanno deciso di combattere il vero nemico comune -che è esterno- che si chiama “pandemia” . Con tutti i suoi portati negativi nella nostra vita comunitaria ed economica. E pure nel risvolto che essa ha per le strutture sanitarie di questo nostro paese.
 A pensarci bene non è un segnale da poco quello raffigurato dal poderoso colpo di reni che il Parlamento ha fatto, sia pur in presenza di molti singulti di stampo persino troppo individualistici.
È come aver detto a tutti i gilet nostrani: “se pure noi siamo riusciti a unire le nostre forze in un unisono afflato civico, potete farlo anche voi.
Rispettando le regole che valgono per tutti.”
Sarebbe infatti più che paradossale se lo stacco tra la politica e la gente si palesasse fino a far emergere, impunite, fasce di anarchia anti-civica.
Ci permettiamo di pensare che ciò non accadrà più. Anche perchè, ove dovesse capitare, noi liberali per primi dovremmo chiedere di tenere il polso fermo per reprimere quelli che, di fatto, sarebbero dei veri terroristi contro la salute pubblica.
Da reprimere senza comprensione alcuna.
Non crediamo che ciò accadrà e che i gilet rimarranno negli armadi. Cibo per le tarme, insomma.
Anche perchè il prossimo dpcm dovrebbe contenere punizioni ben più consistenti in termini restrittivi di quelle pensate sino ad ora.
Auspichiamo che ciò non sia affatto necessario.
Anche perché a un bel segnale di educazione civica dato alle più giovani generazioni non dovrebbe accompagnarsi proprio alcuna vergata.
Il PLI non può che accomunarsi nell’applauso a questo bel gesto dato dalla Politica (notata la “P”? ).
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