La narrazione che il premier Conte e i mass media stanno facendo di questo decreto “lockdown a Natale”, decreto che rappresenta la prova conclamata del più grande fallimento del governo con restrizioni che nessun altra nazione occidentale è costretta a subire proprio sotto le feste, è francamente inaccettabile.
Il premier, oltre a difendere la propria fidanzata a reti unificate (penso un unicum mondiale), con baldanzoso orgoglio ci ha raccontato che il governo ha evitato il peggio, che il governo è formato dai migliori ministri possibili e che (parafrasando) tutto sta andando bene e tutti i provvedimenti hanno funzionato.
Poi un minuto dopo, l’uomo che settimane fa parlava di “un natale sereno” per giustificare provvedimenti di semi lockdown (specie nelle zone rosse e arancioni), ha tranquillamente comunicato alla nazione una chiusura generale  per 3 settimane e il più duro dei lockdown proprio a Natale e capodanno.
Non contenti, lui e i mass media affini, con una certa prosopopea ci hanno tenuto ad informare che le tradizioni di Natale che seguiamo da decadi e decadi sono orpelli inutili a cui rinunciare col sorriso sulle labbra.
E come ciliegina la mattina dopo sui telegiornali si parlava degli USA di Trump e di come fossero “nel momento peggiore della crisi Covid”.
Peccato che i numeri ufficiali dicano che USA e Brasile, con i loro presidenti matti, senza aver preso alcun provvedimento di vero lockdown o semi lockdown, con una sanità pubblica che viene descritta come fatiscente, abbiano rispettivamente un la metà (gli Usa) e un quinto (il Brasile) dei nostri tristissimi 993 decessi giornalieri in proporzione alla popolazione (la Francia ha sei volte meno di noi).
Ma qualcuno si è chiesto come sia possibile che abbiamo il numero più alto di decessi mondiali? Ma qualcuno fa autocritica nel governo sul tempo sprecato da aprile a settembre senza rinforzare i trasporti, la sanità, il tracciamento, i vaccini antinfluenzali (la maggior parte li sta ancora aspettando), etc etc?
Ma qualcuno fa uno straccio di autocritica per come sono andate le cose, specie considerando che siamo l’unico paese occidentale chiuso in lockdown proprio a Natale?
La narrazione mediatica di questo dicembre rischia di essere così deviata che – scusate la battuta – non sarei sorpreso che pochi giorni prima di Natale, di fronte a una popolazione che si è resa finalmente conto che dovrà passare tutte le feste in clausura e solitudine, qualcuno ci venga a dire a reti unificate “gioite figlioli che il salvatore Conte è già fra noi”.
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