A ben vedere, alla fin fine, lo spirito bipartisan lo ritroviamo sulle cose concrete: quelle di spessore, soprattutto, territoriale.
Prendiamo, per esempio, la buona intesa che paiono aver raggiunto i parlamentari romani “extra 5S” sul legame che si dovrebbe cucire tra Recovery Fund e Giubileo 2025.
Riccardo Magi (coordinatore) ha riunito insieme Maurizio Gasparri (FI), Stefano Fassina (LeU), Roberto Morassut (PD) e Fabio Rampelli (FdI).
Tutti questi politici romani si sono ritrovati d’accordo in ordine alla idea di ricucire -per il tramite della Unione Europea- l’Italia alla sua Capitale: attraverso tutta una serie di progetti che coinvolgano -per macro/aree- le periferie, l’edilizia, fabbricati, i trasporti, l’ecologia e la riqualificazione urbana.
Sui trasporti pubblici, ad esempio, andrebbe ripensato tutto: non tralasciando quella parte ferroviaria che ha sulle linee Roma -Latina e Orte-Civitavecchia due importanti punti cardinali.
Perché servizi pubblici di qualità da erogarsi ai cittadini della intera area metropolitana dovrebbero avere in una completa e pregiata azione di recupero e di riqualificazione monumentale il corollario obbligato.
Questa sarebbe infatti la miglior forma di impiego per quel debito mutualistico europeo che segna la diversa  qualità del Recovery Fund rispetto al MES: perché mentre il primo è garantito dal Bilancio UE, l’altro (il secondo) grava sui conti dei singoli Stati. E ancora: mentre il primo serve a coprire progetti specifici, il secondo gioverà principalmente ai sistemi bancari e pure alla spesa pubblica generica e improduttiva.
In una parola: mentre il primo può definirsi “debito buono”, il secondo è “cattivo”, perché ti fa vivere al di fuori dal mondo e finisce per opprimere i cittadini.
Tant’è che non appena è stata resa nota la notizia della eliminazione della TASI, gli EE.LL. sono corsi subito, tutti affannati, ad aumentare percentualmente la quota dell’IMU.
Come ha detto l’On. Michele Anzaldi (PD) “è dal Giubileo del 2000 che Roma non va avanti”. Giusto.  Anzi, precisiamo meglio: nell’ultimo lustro -causa la letale abbinata M5S/Virginia Raggi- ha innestato pure una pessima retromarcia.
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