É recente la notizia che i Sindaci di Roma e dell’Area Metropolitana hanno appena approvato un Piano operativo per l’acqua pubblica che implicherà -oltre ai soliti incrementi di prezzo- pure la costruzione di un … secondo potabilizzatore.

Con un piccolo problema di dettaglio, però: il primo non è ancora operante.
Avrebbero potuto dirottare quelle disponibilità, che ne so, per fare dei dovuti rammendi a una rete che perde (è proprio il caso di dirlo)….acqua da tutte le parti, ovvero per ridurre le bollette alle  troppe famiglie che soffrono i danni economici derivanti dal covid: ma niente di tutto questo.
Questi aumenti tariffari chi li ha proposti?
ACEA, naturalmente, ma li ha pur vidimati il Comune di Roma (che è pur sempre il proprietario del 51% delle quote societarie) che, con essi, rimpingua le proprie tasche bucate.
Tutto ciò fa il paio con gli aumenti derivanti dalle multe stradali e dalle sanzioni amministrative che sono irrogate per ogni dove.
Ma torniamo al Piano: tre sono le novità.
Due già in arrivo e una chimera.
1. Le bollette aumenteranno per la gioia dei cittadini e delle aziende tutte.
2. Come dicevamo sopra, vengono accantonate delle poste per la costruzione di un secondo potabilizzatore del Tevere: un impianto che si prevede avrà il costo di 70 milioni e che verrà pagato anche grazie agli aumenti tariffari.
La promessa (ma si può essere così ingenui da credere ancora alle false e spergiure ipotesi targate M5S?) é quella di spargere soavemente
3. un “BONUS IDRICO” che -statene certi- il prestigiatore M5S vi venderà a mò di… “cocaina elettorale”.
Per inebetirci ancora, facendo in modo che il popolo si scordi tanto dei rifiuti in strada quanto dei disservizi che le giunte Raggi ci hanno fatto penare per un lustro.
Pure il Comitato dell’ Acqua Pubblica, dopo di aver preso atto delle decisioni assunte, ha detto che Virginia Raggi ha scritto “una delle peggiori pagine nella storia della gestione delle acque in questo territorio”.
Infatti non solo il Sindaco garantirà ad ACEA la prosecuzione di lauti profitti (ben 260 milioni tra il 2018 e il 2019), ma pure di poter attingere dal biondo fiume  -perdite di rete incluse-  ben “3.000 litri al secondo”.
“I distacchi indiscriminati agli utenti morosi” -prosegue il comunicato- “vanno avanti”, incuranti della situazione pandemica esistente: che finirà per esporre soprattutto i più poveri alla…sete e alla… siccità.
Un altro punto é del tutto inspiegabile di questi tempi: la cd. “cedola” (cioè i soldi che gli azionisti staccano dagli utili del bilancio annuale) aumenterà, non sarà affatto alleggerita per andare incontro agli ultimi, alle fasce familiari o a quelle commerciali che boccheggiano, ma finirà per fare il paio a multe e sanzioni che sono previste in crescita costante.
Questa è la sinistra in poche parole!
Un vero bluff umano di perdigiorno, del tutto sordo ai problemi reali e quotidiani che si vivono.
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