La Regione Lazio di Nicola Zingaretti (PD) ha voluto fare la furba con il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali di Dario Franceschini (PD)?

La Corte Costituzionale dando ragione al ferrarese ha annullato il Piano Territoriale Paesistico del Lazio (PTPR).

Un atto di programmazione urbanistica e ambientale che -lo ricordiamo- ha forza superiore ai Piani Regolatori Comunali (PRG), a quelli provinciali (PTP) e pure su quelli delle Città Metropolitane.
È il semaforo, insomma: bloccato sul rosso.
Quindi, da un paio di mesi, tutta la nuova urbanistica e pure parti rilevanti delle ristrutturazioni sono….
lokdownizzate.
Un bel risultato per il Segretario PD che è scivolato in malo modo sulla classica… “buccia di banana” lasciata cadere da Dario Franceschini.
Un dato preoccupante e da non sottovalutare, questo, posto che proprio le attività edilizie devono essere un traino per la ripartenza dopo la pandemia.
L’arcano è nato a seguito di una “furbata” (ma siamo convinti che sia proprio così?) che la Regione ha fatto al Ministero, sperando che potesse passare -come si dice?- tutto “in cavalleria”.
L’argomento più sostanzioso del contendere era proprio la città di Roma: che era stata sottoposta a una visione troppo permissiva in ordine alle nuove costruzioni, ampliamenti o ristrutturazioni.
Tipiche della fase pre-elettorale.
Fatto sta che le osservazioni puntuali del MIBACT giunsero puntuali a fare pulci e contropulci all’atto regionale: fino a quando, dopo ripetuti incontri tecnici (una decina), venne raggiunta una intesa: il 18 dicembre 2019.
Questo accordo avrebbe dovuto far parte integrante della successiva delibera di G. R. del 13 febbraio 2020.
Ma esso non è stato portato neppure in Consiglio Regionale per la ratifica.
È scomparso del tutto dai radar.
A quel punto però…udite,udite… in combinazione l’approvazione della delibera “imperfetta” è stato messo in rete dalla Regione un nuovo Piano edilizio, votato dal Consiglio il 2 agosto: che non tiene assolutamente conto della intesa pur sottoscritta (e neppure della misteriosa delibera della G. R.).
“Ah, mi vuoi fare fesso?”, dicono che il buon Dario si sia molto risentito.
Risultato: le carte sono ferme, per cui oltre al danno -lokdown- la beffa (blocco dalla Corte Costituzionale).
Questo è il PD che lavora per una intesa con il M5S
Si salvi chi può.
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