La Chiesa ormai -in particolare con Papa Francesco- non deve stupirci più di nulla.
Per i più accorti studiosi delle evoluzioni dottrinali non è solo la riformulazione del Padre Nostro il segno del cambiamento in chiave moderna ma, soprattutto, un taglio  altamente temporale, presente in tempo reale sui problemi che si vivono ogni giorno, l’approccio nuovo -tipicamente gesuitico- che questo Papa porta dentro di sé.
Una tipologia di Papato che è destinata a turbaare anche profondamente le visioni cristiane tradizionali (immanendo delle crisi di identità) é senz’altro quella, assai recente, che ci ha richiamato SEm.za Rev. il Card. Luis Laudaria, Prefetto dell’ex-S. Uffizio, che ha sostenuto che le “linee cellulari che provengono da tessuti ottenuti da due aborti avvenuti nel secolo scorso” (cioè ieri, ndr.) sarebbero pure moralmente accettabili per ottenere vaccini anti-Covid-19.
Il Vaticano ha subito chiarito che “non si intende giudicare la sicurezza e l’efficacia di questi vaccini”, ma -più specificatamente- riflettere sugli aspetti morali delle cellule provenienti “da due feti abortiti non spontaneamente”.
Cioè provenienti da degli aborti esplicitamente voluti.
Detto in modo più semplice è da ritenersi moralmente ammissibile l’uso per scopi sanitari di cellule derivanti da un….peccato mortale
(del tutto assimilato all’omicidio)!
Ha precisato poi, S. Em.za, che “ciò non comporta e non deve comportare in alcun modo una approvazione morale di linee cellulari provenienti da feti abortiti”, ma solo per non creare ai tanti dipendenti di aziende farmaceutiche e pure al personale che userà le stesse in chiave anti-Covid, dei problemi deontologici.
Ma tant’è.
In parole più semplici è l’implicito riconoscimento che c’è un valore superiore al singolo feto: quello della vita comunitaria, “collettiva”.
Una rivoluzione bella e buona per chi non l’avesse notata, questa.
Non ci si può voltare dall’altra parte facendo finta di non aver capito.
Così un altro importante passo sociale é stato compiuto sulla via delle priorità da darsi alle esigenze di un bene comune rispetto a quello dell’egoistico arroccamento attorno al mio “io”.
Ove questa stessa flessibilità la Chiesa l’avesse tenuta…che ne sò..
con Galileo Galilei, oppure con S. Pio da Pietrelcina  -poi, ma solo da defunto, innalzato agli onori degli Altari- forse la Storia avrebbe preso ben altri corsi.
I tempi vanno pure avanti, ma quello che qui si vuol dire è che una valida religione non dovrebbe mai comprimere, mettere in crisi o addirittura rinnegare, i passi che la scienza può fare per migliorare le condizioni di vita umane, purché esse non violino in modo palese le regole di una armonica e buona convivenza civile.
A ben vedere questa “plasticità”, adattabilità, flessibilità, la possiede solo la religione cristiana.
Avversata nel mondo forse proprio per questo.
Perché è un esempio pulsante di perenne modernità.
713

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here