La bellezza sta negli occhi di chi guarda”.

Una frase che tutti abbiamo sentito o pronunciato molte volte nel corso della nostra vita, molto probabilmente senza neanche renderci realmente conto delle implicazioni che tale concetto in realtà sottende.

Fu il filosofo David Hume (Edimburgo 1711 – 1776) il primo a concettualizzare questa intuizione.

“La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla” scriveva infatti nellaDissertazioni sulla tragedia e sui criteri del gusto.

Si trattava di una prospettiva del tutto nuova eper certi versi quasi ardita, infatti la maggior parte dei pensatori antichi e di quelli medievali, poneva la bellezza quale elemento oggettivo al di fuori dell’osservatore.

Secondo Immanuel Kant, uno dei più importanti filosofi del pensiero occidentale, che fu certamente il più significativo esponente dell’Illuminismo tedesco, la bellezza provoca in chi la sperimenta, un giudizio contemplativo.

La bellezza pertanto, non risulterebbe essereuna caratteristica intrinseca di un oggetto o di un’opera, ma deriva esclusivamente dalla capacità di quest’ultima di eccitare lo spirito di chi la ammira.

Proviamo ora a porci le domande del perché l’essere umano da sempre è alla ricerca il bello,di che cosa può darci la bellezza che ci circonda e del perché ne siamo così tanto attratti?

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Stoccarda, 27 agosto 1770 – Berlino, 14 novembre 1831) filosofo, accademico, poeta e rappresentante dell’idealismo tedesco e considerato da molti studiosi il più grande tra tutti i filosofi, ha provato a rispondere a queste non certo facili domande.

Nel corso delle sue lezioni universitarie, Hegeltratteggiò quella che per molti rappresenta la riflessione più completa e approfondita sull’argomento.

Per Hegel, tutto ciò che è ideale è superiore a ciò che appartiene al mondo fisico, dunquel’essenza della bellezza può trovarsi solo nell’arte, in quanto essa stessa origina dallo spirito degli esseri umani e non dal mondo naturale.

Il fine ultimo dell’arte, non è quello di imitare la realtà, né quello di suscitare sentimenti, si tratta piuttosto di rivelare la verità, attraverso una rappresentazione “sensibile”, cioè percepibile attraverso i sensi.

L’opera d’arte è in grado pertanto di mediare tra spirito e materia, tra particolare e universale.

Un’altra interpretazione sul tema, vienesuccessivamente fornita anche da Benedetto Croce (Pescasseroli, 25 febbraio 1866 – Napoli, 20 novembre 1952), che fu filosofo, storico, politico, critico letterario, scrittore, esponente del neoidealismo italiano, oltre che il principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano, secondo il quale l’arte è un’esperienza prettamente spirituale.

Su tutte queste basi, il campo di ricerca del bello viene così ampliato in tutte le aree di espressione dell’essere umano e non solo circoscritto al mondo dell’arte.

Fino al Rinascimento, la filosofia riteneva di aver trovato nella proporzione delle cose, il segreto della bellezza, come dimostra anche l’Uomo vitruviano dal grandissimo genio che fu Leonardo Da Vinci.

Le nostre città, i nostri paesi, le nostre campagne, le nostre case, tutto ciò che ci circonda, persino noi stessi, devono pertanto esprimere quella bellezza, che il genere umano ricerca fin dalla notte dei tempi, che antropizzando l’ambiente che circonda, finquando viveva ancora all’interno delle grotte, lo ha portato nel corso dei millenni alla creazione di veri e propri capolavori dell’arte enon solo.

Noi italiani in ciò non siamo certamente secondi a nessuno, avendo avuto la fortuna di vivere da sempre in un territorio già di per se bellissimo, che abbiamo sviluppato nei millenni, creando uno dei più ricchi, vasti e belli, tra i patrimoni artistici esistenti al mondo.

Sta pertanto a tutti noi, continuare a preservarlo e soprattutto ad arricchirlo solo dibellezza, per continuare ad avere, nella nostra vita di ogni giorno, quelle sensazioni uniche e quella ritmica d’amore, che la bellezza che ci circonda ogni giorno ci pone, in fin dei conti la bellezza ha superato il tempo giungendo fortunatamente in larghissima parte fino a noi.

Il mondo non ci appartiene, ma ne siamo durante la nostra vita solo brevissimi e probabilmente inadeguati custodi, pertanto dobbiamo preservarlo al meglio, senza deturparlo e senza sfruttarlo oltre quanto le sue risorse consentono, sta pertanto solo a noi e a nessun altro, ritrovare il bello che sta nei nostri occhi e iniziare finalmente ad agire in conseguenza di ciò.

La politica e i politici in particolare, devono finalmente avere un’assunzione di responsabilità su questo importantissimo argomento e tenere sempre presente nell’adempimento dei loro mandati, che devono pensare e agire sempre nello spirito di ciò che diceva lo scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese Oscar Fingal O’Flaherti Wills Wilde, noto come Oscar Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900):

“Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.

Solo così potremmo sperare di aumentare,giorno per giorno, la qualità della nostra vita e quindi lasciare ai nostri figli, un mondo migliore di come lo abbiamo trovato.

Cambiare si può, anzi cambiare si deve.

Se non adesso quando!

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