L’economia dei “lavoretti” (o gig Economy, microeconomia) anche a cagione di questa pandemia si approprierà di buona parte delle nostre sorti economiche?

Le consegne a domicilio, il lavoro a distanza e la totale assenza di progetti organici che non siano la risistemazione di ciò che è già stato fatto, sembrano proprio marciare in forte crescita.
È questo un insieme di lavori che non è assolutamente pianificato e neppure pianificabile: il cui quadro complessivo fugge pure dal mirino della programmazione fiscale.
Eppure c’è ed è in forte crescita.
L’etica del condividere, poi, è del tutto in linea pure con il messaggio che Papa Francesco va diffondendo a piene mani: dimostrandosi anche per questo un grande innovatore delle prassi.
Perché, va chiarito bene, questo non è comunismo. Anzi.
La dottrina marxista assumeva, quale presupposto, il vecchio concetto di “proprietà”: verso cui la cd. classe operaia non poteva che esserne avversaria, perché il possesso era proprio dei cd. “padroni”.
Che erano detentori oltre ogni limite di decenza di beni materiali e immateriali, del credito e dei mezzi di produzione  (in una parola della “fabbrica”).
Oggi invece stiamo percorrendo un tempo immateriale, un’epoca in cui ciascuno è un “microimprenditore” di sé stesso.
Capace di sfruttare al meglio, senza alcun padrone, i propri talenti e le proprie potenzialità.
Il vecchio “capitalismo” pare non esistere più e non ci sarà più -in un prossimo futuro- neanche il concetto di “possesso”.
L’immaterialità basa poi sul senso di comunione il proprio pilastro fondamentale, laddove la propria reputazione “On-line” è il principale biglietto da visita.
La presenza che ha sempre maggior valore in sé e per sé, aldilà del possesso di denaro, è la credibilità che tu ti sei conquistato.
Nuove forme imprenditoriali si vanno affermando, in modo particolare in questi tempi di “clausura”.
Pensiamo, ad esempio, coloro che si sono reinventati quali ristoratori “a distanza”, fornendo delle pietanze semi-cotte e sottovuoto che ti vengono consegnate a domicilio quasi in tempo reale.
Questa rivoluzione avrà una formidabile spinta anche fiscale, perchè lo Stato impiccione non pare ancora di essere in grado di controllare l’ampiezza del fenomeno in divenire.
E il liberale non può che esserne compiaciuto.    Viva la libertà.
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