La crisi di governo, evocata dai ministri ed il leader di Italia Viva nei giorni scorsi, pian piano sembra svanire all’orizzonte, di questo nostro paese martoriato.

E’ stato evidente fin da subito, a tutti gli spettatori della trasmissione “Quarta Repubblica”, di lunedì 4 gennaio, condotta dal giornalista Nicola Porro, ascoltando l’intervista aMatteo Renzi.
Come un anguilla scivolosa, Renzi ha chiaramente evitato la domanda principale sulla crisi di governo, puntando invece ai contenuti di una critica dell’azione governativa, dal recovery plan alla situazione delle vaccinazioni.

Il leader di IV non ha intenzione di far cadere il governo, perché se dovesse cadere in qualche modo, lui ed il suo gruppo finirebbero la partita politica per sempre, emarginato sia a destra che a sinistra. Per cui chiederli se vuol mandare il governo in crisi è come chiedere ad un sano di mente se vuol gettarsi giù dal ponte.

Sicuramente troveranno un giusto compenso, all’interno della maggioranza, per rimettere il Pinocchio della politica italiana, appeso insieme agli altri burattini, nel teatrino di Mangiafuoco.

Mi ha fatto impressione invece che Renzi abbia parlato di “patrioti”, un termine che appartiene alla destra, come quasi a voler richiamare quegli elettori attorno ai suoi argomenti di critica, cosa che sui social ha comunque provocato rabbia,presso gli elettori di FdI e Lega.

Una critica giusta è quella della delega totale a Domenico Arcuri, da parte del governo Conte, di tutta la gestione Corona Virus e di un problema grosso come la città di Taranto, l’ILVA.

Al di là del fatto che esaminando la gestione di questo “superman”, si passa da un flop all’altro: dai banchi a rotelle che non servono, dalle mascherine, un flop, alle siringhe, altro flop, al piano di vaccinazione, altro flop, alla gestione degli ospedali per la seconda ondata, ulteriore flop. Tutto quello che tocca si trasforma in un disastro, ed allora perché è ancora al suo posto, non sarebbe meglio affidarlo a qualcuno più competente o dividerlo tra più persone?

Più ci penso e più mi viene il sospetto che il governo, a partire da Giuseppe Conte, per passare ai ministri che stanno gestendo questa pandemia, sanno che prima o dopo qualche magistrato, spinto dai media e dalle denunce, inizierà a mettere il naso dentro gli affari da milioni di Euro, legati al Covid.
Quando questi scopriranno, che mazzette milionarie sono passate nelle tasche dei vari politici o nelle casse dei partiti,
avere, per tutti questi, una “testa di legno”, un “capro espiatorio” su cui convergere tutte le responsabilità e che paghi per tutti, è davvero un bel salvagente.

Il possibile tranello.

Ma in politica, come nella vita, l’imprevedibile accade, potrebbe succedere che per un malinteso, per una presunzione di potenza, si possa arrivare ad un crollo improvviso di questo carrozzone maleodorante.

Spero che la destra tutta allora non cada nel tranello, teso dal Presidente della Repubblica, col richiamo ad un senso di responsabilità, solo per tenere in piedi il teatrino di Mangiafuoco.
Se si dovesse arrivare, miracolosamente, a
d un vuoto di potere, pensare di costruire un governo alternativo con l’appoggio delle destre, sarebbe solo un suicidio politico.
Vi è infatti una sola alternativa, andare al voto, per raccogliere una nuova maggioranza, quella che risulta oggi dai sondaggi e che mi auguro si esprimerà anche nei seggi e solo allora riprendere in mano le redini di questo paese, con persone capaci, preparate ed oneste.

Mi auguro che Berlusconi, Meloni e Salvini comprendano la trappola che è tesa, in un governo di salvezza nazionale conl’attuale composizione del parlamento, e che sappiano con il voto, portare fuori da questa palude la Patria.

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