Ha toppato.
Questo Parlamento ha perso l’ennesima occasione per rifarsi la verginità.
Poteva essere, questa, l’occasione per rilanciare l’immagine di un Paese piegato da un accadimento pandemico che non fa sconti a nessuno; ad una nazione che pure ha la più alta percentuale -in rapporto agli abitanti- di morti al mondo; avente pure un calo del PIL analogamente vergognoso, invece niente.
Abbiamo assistito, con un forte senso di sgomento, al dibattito che si è sviluppato alla Camera dei deputati con riferimento alle comunicazioni del Governo sul Recovery Fund europeo e pure sulle vicende pandemiche che ci hanno tenuto tuttora col fiato sospeso: avendo a riferimento il grado di maturità dei nostri governanti.
Dobbiamo confessarvi, in tutta sincerità, che l’intera classe politica italiana non è che ha dato un qualche minimo barlume di spessore progettuale e neppure di afflato comunitario.
A cominciare dal Governo.
Non sono riusciti neppure a farci capitalizzare quello straordinario sforzo sociosanitario che pure ci hanno offerto -da eroi- tanti medici e paramedici e che ci vede alla guida -nella UE- per numero di inoculazioni di vaccini salvavita.  Perché?  Già, perchè?
Questo stramaledetto sistema maggioritario -del muro contro muro, sempre e comunque- è riuscito, alfine, a trasformare le “Aule sorde e grigie in un bivacco di manipoli”, come ebbe a dire un uomo che è meglio dimenticare  (ove si possa dimenticare la storia patris).
Perché già dall’incipit-aperitivo che ha offerto la Premiata ditta Conte si sarebbe subito capito di come sarebbe andata a finire la storia.
Conte, “il Provocatore” .
Lo chiameremo così d’ora in poi.
Perché già i due punti che egli ha posto quali premesse al proprio discorso (francamente dal basso spessore ideale) potevano farci pregustare la rissa verbale in cui sarebbe poi sfociata la fine della storia.
Un “convinto ancoraggio ai valori costituzionali” e un più che sicuro “ancoraggio alla Unione Europea” (da cui pure derivano i fondi che sono oggetto del confronto) hanno ripetuto la storia di Pietro Micca, che fece brillare la polvere contro il nemico.
L’accensione, poi, è stata attivata da alcune considerazioni lasciate cadere, qua e là, laddove “la politica è stata piegata dalla scienza”.
Grande incipit, questo, se non altro perché pronunciato proprio nella Casa di Dio.
Rompete le righe, Masanielli.
I “valori primordiali” sono venuti fuori, eccome.
Sì é guardato bene, il Provocatore, dal riconoscere i gravi problemi di sottovalutazione commessi all’inizio della vicenda perché, prima, doveva buttare lì un’altra clamorosa bomba.
Il riconoscimento della Cina non quale grande (colpevole di omertà) e iniziale diffusore della sventura sanitaria mondiale -si spera che L’OMS pronunci in merito una ben chiara sentenza scientifica-, ma come se fosse un Paese del tutto potabile, da sdoganare anche qui da noi: un esempio da ospitare con tanto di inchino.
Ha rischiato di far perdere, Conte, tutte le energie per la sua grande (vera, finta?) ingenuità morale, poi le opposizioni finalmente si sono riavute e giù di piattone.
Un pessimo esempio di senso civico.
Oggi si replica a Palazzo Madama
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