Matteo Renzi, armato soltanto di una punta di coltello, aveva fatto saltare il meccanismo di una cassaforte che sembrava un bunker inespugnabile. Conte era al tappeto, il PD in ginocchio, i Cinque Stelle nel panico. Mattarella aveva trovato il più bravo del mondo disposto alla missione che sembrava impossibile di riuscire a dare un Governo al Paese. Il Centro destra, che doveva soltanto saltare sopra l’opportunità insperata, dicendo di esser pronto a sostenere comunque il Governo Draghi, sia partecipando, che dall’esterno, se l’ex Presidente della BCE avesse deciso di dar vita ad un Esecutivo tecnico, ha fatto l’unica cosa sbagliata, tentennando, tra favorevoli, contrari e protesi all’astensione. Assecondando la stupidità di chi inseguiva la chimera di impossibili elezioni anticipate e di una improbabile vittoria, ha deciso di non decidere. Chi voleva sostenere Draghi, non è stato capace di convincere gli altri delle proprie buone ragioni, mentre i contrari hanno dimostrato di essere i soliti fascisti rumorosi e senza contenuti e quelli, che sono rimasti nel terreno dell’incertezza, hanno confermato di non essere all’altezza di guidare una coalizione vincente. In ventiquattro ore il PD, dove nonostante tutto vi sono dei professionisti, è riuscito a diventare il sostenitore del Presidente incaricato, a trascinare la sua appendice LEU ed a convincere Conte, che sarà perfido ma non stupido, a dire che intende dare una mano, avviando il processo di ricomposizione interna del M5S e tessendo la tela del ricompattamento della maggioranza appena dissolta. Purtroppo la solita destra conferma di non capire che la prima virtù in politica è quella di saper cogliere le opportunità irripetibili ed ha vinto il campionato mondiale della stupidità. Ma non solo; se fino a ieri poteva forse pensare di raccogliere la maggioranza degli elettori italiani, oggi è sicuro di averla  perduta per una mossa cruciale sbagliata, certificando la propria divisione per il futuro e consegnando Renzi, che era stato l’artefice di un obiettivo capolavoro di tattica politica, ai suoi carnefici. Complimenti. Come beffa finale, non esistendo una forza liberale in Parlamento, all’avvocato degli italiani viene offerta l’opportunità di affermare che sta lavorando per creare una forza liberale. Ancora una volta i professionisti della commedia degli inganni vincono, i fessi restano a guardare!

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