Senza ombra di dubbio i più grandi segnali di novità che il nuovo esecutivo “Draghi1” darà sono venuti dal centrodestra, che si è posto finalmente in linea con quel senso di responsabilità che non poteva difettare a due forze che pure sono il 75% di quella coalizione.

Forza Italia, sezione italiana del PPE, con grande coraggio ha abbattuto per prima -ad opera del suo fondatore, Silvio Berlusconi che non a caso è stato accolto in piedi da Draghi- il muro della incomunicabilità verso un vero “governo del Presidente”.
Un esecutivo che, per il momento, sotterra tutte le armi cariche di vuota polemica fine a sé stessa (“al voto, al voto”) per impegnarsi per due obiettivi di qualità superiore, che poi sono quelli che chiediamo tutti.
1.La più efficace lotta alla pandemia e 2. La raccolta del massimo degli aiuti europei in tutti i settori economici, per far ripartire l’Italia.
Questa scia positiva ha seguito anche Matteo Salvini, finalmente “potabile”, che non ha mancato di bissare lo spirito positivo che pure gli avevano trasmesso dalle vallate padane uomini dei settori economici che più soffrono la crisi (turismo, industria e agricoltura).
Bravo Salvini per aver trasmesso questo spirito pure in Europa, rompendo -nel Parlamento Europeo- il fronte sfascista dei sovranisti di destra.
 Il liberale che è in noi non può che essere del tutto soddisfatto di questo afflato unitario.
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