Il vero liberale non può mai mancare di osservare che, per ogni governo che si insedia -non importa se di destra, di centro, di sinistra o tecnico- c’è una vera carovana di portaborse o questuanti in attesa deli miracoli che devono prendere armi e bagagli per tornarssene a casa.

Non parliamo solo dei vari Conte&C. Parliamo di molto di più.

Di tutto quel vero universo di Società pubbliche su cui questo giornale ha riferito negli anni passati e che sono aumentate, anziché diminuire come sarebbe stato giusto.

Trattasi di ben 208 Società di capitale che, a loro volta, generano -in media- almeno tre (per essere buoni) poltrone, senza contare quel vero pulviscolo di Collegi Sindacali e Revisori dei Conti che ne guardano le evoluzioni.
Parlasi di almeno di un migliaio di miracolati dalla politica che o direttamente vivono con quei proventi, ovvero “arrotondano” grazie ai cascami della politica i propri stipendi.
Senza contare i dirigenti e dipendenti che pure fanno il loro dovere.
Questo è il nucleo che non si riesce a scalpellare proprio.
Oltre, naturalmente, alla vera pletora di norme legislative che ingessano la nostra libera economia impedendole di correre libera.
Il Presidente Draghi sa bene a cosa ci riferiamo.
A quelle 32 Società direttamente partecipate dal MEF, che -a loro volta- generano 29 Società di secondo livello, da cui nascono 161 altri soggetti. Per un totale di 202.
A cui si aggiungono “solo” 6 Società partecipate dai Ministeri.
Per un totale di 208 soggetti economici statali.
Cui si aggiungono, per essere petulanti fino in fondo, migliaia di Consorzi e Società detenuti dagli Enti Locali.
Questo è lo Stato impiccione che, tosto o tardi “illumina” tutti…sulla via di Damasco.
Il M5S farebbe il triplo o anche il quadruplo, salto mortale -ora che ne ha assaporato il fascino- per non lasciare quel potere che non fa parte proprio del DNA del liberale.
Da qua si dovrebbe partire per essere in linea con l’Europa.
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