Non sarà una alleanza politica.

Sarà, più semplicemente, una cooperativa di quasi tutte le forze che -da diversi angoli visuali- hanno a cuore le sorti di questo Paese rispondendo “presente” all’invito del Capo dello Stato.
Che ha edificato il Suo terzo scenario di governo per questa martoriata Legislatura.
Per fronteggiare, innanzitutto, una drammatica emergenza sanitaria e poi per mettere pure a frutto lo straordinario aiuto messo in campo dalla Europa: che si spera possa sortirci nuove speranze di crescita.

Si può ormai definire del tutto chiusa la pagina aperta si con il trionfo del M5S alle elezioni politiche del 2018?
Se dal punto di vista storico-politico questo è indubitabile, non lo stesso si può dire per le ricadute che l’ebrezza pratica che le elezioni del 2018 hanno prodotto nel Parlamento.
Perché la traduzione parlamentare di quella sbornia qualunquistica che pervase il Paese nel 2018 è destinata a permanere ancora per due anni e mezzo.
Forse la squadra che -dalla prossima settimana- sarà operativa ci farà ripensare al “vaffa-day” e a tutte quelle sceneggiate comico teatrali che pure stanno già provocando tardivi pentimenti e vigliacche omissioni….. O forse no…
Posta l’orgogliosa presunzione che pervade ancora una certa cultura di sinistra, troppo autoreferenziale per avere un minimo di pentimento.
Quello che dovrebbe pure fare riconoscere che il rimedio, ideato dal nostro straordinario Presidente Sergio Mattarella, non avrebbe potuto inverarsi se non fosse stato tutto accompagnato dal coraggioso gioco tenuto in alto da due persone, una di sinistra e una di destra: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.
Il padre rinnegato diventato figlio reprobo (Renzi) e il Cavaliere Nero degradato sul campo dalla Magistratura di sinistra (Berlusconi).
Così è se vi pare….

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