Eppoi dicono che il Presidente Draghi sia un tecnico.

No, è un vero politico.

Di quelli che, ahimè, non esistono più.  Con il Presidente Mattarella, poi, siamo più che convinti che l’Italia abbia pure ritrovato un minimo di razionalità e credibilità estera.
Quelle che avevamo del tutto perduto: almeno da quando la logica maggioritaria -del muro contro muro- l’ha fatta da padrona.
A ben guardare il Primo governo Draghi è un capolavoro di dosaggi, di pesi e contrappesi, che lascia un po’ tutti con la bocca amara: ma così si fa in democrazia.
Nessuno deve prevalere sull’altro: soprattutto in un Paese come il nostro, perennemente scontento e ingrato.
Primo dato: non ha vinto nessuno.
Né la parte tecnica, né quella politica: 16 sono i responsabili “con portafoglio, 8 tecnici e 8 politici.
Secondo concetto: si dovevano mantenere degli equilibri tra i partiti, soprattutto tenendo conto dei 2 precedenti governi di Conte.
Ogni Ministero con il  portafoglio ha poiun peso specifico: perché gli Esteri non possono essere paragonati…. che ne so… alla Ricerca.
Questo ci insegnava il mitico Manuale Cencelli.
Ebbene, pure a questo livello le ripartizioni sono state centellinate alla grande dal sommelliér.
Però va notato un particolare che tanto piccolo non è ma che pure rappresenta un vero carattere d questo esecutivo.
Alla politica è stato scippato “il malloppo”, lasciando ad essa una capacità decisionale sulla spesa praticamente nulla.
Il duo Draghi-Mattarella ha fatto molto ma molto di più di quello su cui ci stiamo, tutti, rompendo la testa da decenni.
Riportando nel giusto recinto una politica troppo istintiva e umorale.
Una  lezione esemplare per i Segretari politici, tutti e pure per i presunti leader di coalizione.
Siamo essi di maggioranza o di opposizione. Non fa differenza.
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