In merito alla crisi economica sopraggiunta con l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus-19, nascono nuove strategie finanziarie e di credito per poter supportare i consumatori nella gestione della loro liquidità ma anche per la risoluzione dei problemi più rilevanti per una persona giovane, ossia acquistare un’immobile e quindi trovare e vivere il luogo dove poter trascorrere la propria quotidianità. Tutt’ora nei grandi centri urbani italiani, come Roma e Milano, è fortemente radicato e sviluppato il movimento del mercato immobiliare, ma non tutti hanno la possibilità di accedere ad un mutuo attraverso gli istituti di credito bancari o di avere ( per la maggiore) la liquidità necessaria per acquistare in toto o parzialmente l’immobile che si desidera. Purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi è molto difficile chiedere importi di mutui superiore al valore dell’immobile a meno che non si abbiano garanzie reali eccezionali, anche perché non vi è solo il valore economico della casa ma anche le spese accessorie relative alle coperture assicurative obbligatorie e non ( le polizze vita ad esempio nei casi di reddito mono-genitoriale), le provvigioni da pagare alle agenzie di mediazione immobiliare, l’istruttoria della pratica di mutuo fino al notaio, figura responsabile del rogito e momento finale nel quale avviene il processo di acquisizione-vendita di un determinato immobile. Come risolvere allora, se magari si ha possibilità di mutuo ma non si ha abbastanza liquidità per coprire le spese accessorie? Oppure come può avvenire in altri casi, cercare un plus di finanziamento per poter tenere da parte la propria liquidità per poterla usare in un secondo momento? ( La gestione rovinosa del governo Conte II ne è stata la prova più attendibile per quanto perviene momenti socio-economici devastanti e scabrosi). La Cessione del Quinto è la risoluzione finanziaria più adeguata per poter risolvere queste problematiche che possono subentrare quando si ha carenza di liquidità personale o si deve acquistare un’immobile. Infatti è una tipologia di prodotto finanziario che permette di erogare un credito illimitato potenzialmente ( ovviamente sempre in proporzione al TFR maturato) dove la rata da pagare come contrappeso a quest’erogazione corrisponde ad una trattenuta non superiore ad un 1/5 del proprio stipendio mensile. Le categorie che possono accedere alla Cessione sono perlopiù dipendenti pubblici e pensionati ma anche dipendenti privati di società e aziende cedibili, le categorie che sono assolutamente escluse sono le Partite IVA che in quanto liberi professionisti non hanno buste paga e modelli CU e anche in molti casi una gestione pensionistica separata rispetto ai consumatori “cedibili”. Parlando di un esempio pratico, un consumatore che percepisce 1500 netti al mese e può accedere al massimo a 35.000,00 Euro di cessione, la trattenuta sulla sua busta paga in relazione all’erogazione di questo importo non potrà superare i 300 euro. In pratica il consumatore avrà erogati sul conto corrente 35.000,00 euro sacrificando per qualche anno 300 euro sullo stipendio mensile. Quest’ importo verrà investito per sostenere sia le spese accessorie di un immobile di 150.000,00 euro ma anche investirne una buona parte per poter evitare di chiedere un mutuo al 100% all’istituto bancario, non a caso più si diminuisce l’intervento finanziario più i tassi d’interesse dei prodotti utilizzabili a livello creditizio sono bassi e quindi agire positivamente sul rapporto rata-reddito che quasi nella totalità dei casi per evitare la bocciatura della pratica di mutuo non deve superare il 36%. Sicuramente questa è la strategia adeguata per poter avere una logica di credito funzionale all’acquisizione di un’immobile oppure in momenti di crisi personali sul piano finanziario.

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