La bellissima, ammirata e galante definizione dantesca, come traccia per parlare delle donne che hanno avuto un posto nella storia.  L’incipit della canzone, nella Vita Nova, apre infatti un discorso sulle donne, che è senza tempo, anche se l’occasione per parlare di loro con un filmato è l’otto Marzo, perché senza tempo è il loro ruolo insostituibile di madri, mogli e amanti, ma che non può – e soprattutto non deve – far dimenticare la loro figura di scienziate, artiste, filosofe e sante.  Ipazia d’Alessandria, Santa Cecilia, Artemisia Gentileschi e tante, tante altre lo furono e il lavoro di Fabiana Roscioli parte da se stessa per arrivare a loro per un discorso generale sulle artiste, le loro opere e anche la loro vita, vissuta anch’essa come opera di impegno e d’arte.  Inserito con un titolo accattivante : “Cattiva Me” nell’evento, che ha la caratteristica di filmesibizione (causa Covid), a cura di Francesco Ruggiero, gran Patron della manifestazione, con la presenza di opere di artiste come Antonella Cappuccio, Veronica Piraccini o Oriana Impei, il cortometraggio di Fabiana è una serie di flash che si rincorrono su aspetti e momenti della sua vita di pittrice, danzatrice, attrice, fotografa, consolatrice, donna del gran mondo e delle periferie (memorabile la sua mostra dedicata a Mandela) pericolosa e salvifica, sempre eccessiva, mai noiosa.  Si vede un suo quadro (tempesta fotonica) con una spirale in formazione che si sviluppa da un centro come da un Big Bang su tela, si vedono le sue smorfie e le sue contemplazioni, le sue insinuanti interpretazioni con la voce e con il corpo un po’ santa e un po’ Maddalena non pentita.  Ancora da Dante : …ché quella viva luce che sì mea / dal suo lucente, che non si disuna / da lui né da l’amor ch’a lor s’intrea/ dove si indica tutto provenire dalla Trinità, fino allo stle alla Warhol, l’eterno femminino esce fuori spontaneo a ricordarci la metà del mondo e le sue protagoniste.  Brava Fabiana e brave tutte le donne, soprattutto oggi che sono giustamente protagoniste in tutti i campi, a noi resta però –e non è poco – che  le  cose  più  belle ( e con più trasporto ) su di  loro  le  ha scritte  Dante. Un Uomo.

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