Diciamo subito una cosa.

Arcuri non è un politico.
È un uomo, un professionista, che pure la politica scelto per gestire una delle più gravi emergenze che la storia italiana ricordi.
Nei 10 punti resi noti ieri si è potuta comprendere appieno la complessità del ciclone di cui si era trovato al centro.
Le tentazioni erano forti: sopratutto ove si consideri che quel mondo si è troppo rapidamente espanso oltre ogni misura e in poco tempo per non poter far nascere, crescere e consolidare il diavolo della malversazione e pure della sporca corruzione.
Che non è stato a guardare. Anzi.
Essendo del tutto ancora inesplorato in quanto a rettitudine morale, quel campo.
Anche i paragoni storici con il dottor Poggiolini lasciano il tempo che trovano.
Noi abbiamo di fronte a un tecnico “nuovo”, con poteri straordinari e “nuovi” e non sottoposti ai veti di qualsivoglia autorità superiore.
Quelli che tutti noi diciamo possa servire a una Italia troppo ingabbiata da leggi e leggine, procedure e bolli, confronti tempi e scontri parlamentari da far paura.
Per cui: un tecnico “nuovo”, con delle problematiche del tutto “nuove” e -si spera- irripetibili.
Pure i poteri che ogni Commissario straordinario detiene sono del tutto “nuovi”, anche se nel caso dei terremoti -ad esempio- essi si sono già misurati sul campo,  facendo risaltare limpide figure che già sono state sottoposte ai “raggi x” e non si capisce perchè questa volta non siano state richiamate in servizio.
Ma pazienza: si è voluto provare il “nuovo” anche in questo caso. I cui poteri non sono stati sottoposti ai mille lacci e lacciuoli della burocrazia italiana. Carta bianca, insomma.
Sulla rispondenza alle leggi, oltre che sul buonsenso e sulla rettitudine morale del dottor Arcuri la Magistratura indagherà e -ove dovessero emergere delle certezze di reato- è oltremodo giusto che lui ne risponda. Magari facendo sí che il potere incontrastato che ha retto possa venire previsto come una aggravante: che debba far escludere qualsivoglia ipotesi di applicazione del patteggiamento.
La politica ha il dovere, dopo di non avergli rinnovato il contratto a termine, di scavare sino in fondo sui punti deboli di un impianto normativo straordinario che pure il Parlamento dovrà sottoporre a un esame approfondito.
Meglio se concluso con un largo voto esplicitato dai rappresentanti del popolo.
Questo è il preciso  dovere che deve essere espletato in parallelo con una indagine giudiziaria che sta andando avanti sugli  uomini d’affari, intomettitori e saltimbanchi, che pure questo dramma ha generato.
Sul fatto che il dottor Arcuri sia stato simpatico, antipatico o spurio, non dovrebbe affatto distrarci dai versanti normativo o giurisdizionale.
Arcuri è stato chiamato da un governo per svolgre un servizio per tutti noi.
Lo ha adempiuto con serietà e onore?
Attendiamo la Magistratura prima di giudicare noi e non basiamo i nostri pareri solo sugli aspetti della prestanza fisica o le sue inflessioni dialettali.
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1 COMMENTO

  1. Magari rileggerlo prima di pubblicarlo! È pieno di errori e/o omissioni che ne rendono difficoltosa, in alcuni punti, anche la lettura.

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