È circolata ieri la notizia (non ancora ufficiale) che nei giorni del 10 e 11 ottobresi potrebbe votare
-campagna vaccinale permettendo- per il nuovo Sindaco e il Consiglio Comunale di Roma.
Tutti stanno già scaldando i motori per una tenzone che, di fatto, finirà per rappresentare il responso finale su di una esperienza che è stata discutibile come non mai.
Perché essa ha aggiunto pure una buona dose di incompetenza sui soliti vissuti giudiziari.
Siamo sicuri che uno valga l’altro?
Questa volta potrebbe non essere più così.
Perché c’è chi è partito con il piede giusto: prima i problemi, poi i programmi e, con la schiena china  sulle carte (non sulle parole), si decideranno gli uomini per quella che non potrà essere più essere intesa come una avventura da dilettanti allo sbaraglio.
Un ponderoso documento programmatico (di cui non se ne vedono più ormai, sic), redatto per poter rappresentare una essenziale alternativa al vuoto pneumatico di idee che ha contraddistinto gli ultimi lustri politici della città di Roma, è stato presentato la scorsa settimana da Forza Italia, sotto la sapiente guida del Sen. Maurizio Gasparri.
Nessun angolo è rimasto scoperto per quello che sarà destinato a rappresentare una fondamentale bussola di orientamento per le future generazioni amministrative di centrodestra in città.
Un atto che, di fatto (non lo dice Gasparri, ma questo è), vuole far riporre in soffitta i brutti  ricordi di quella giunta che fu di Gianni Alemanno e che i romani ricordano bene soprattutto per le incursioni del malaffare.
Una vera ripartenza, insomma.
L’atto conta ben 650 pagine, tutte debitamente informatizzate.
In esse, dopo di aver fatto un rapido volo ricognitivo sopra i troppi “buchi neri” che chiunque può toccare con mano in un’area con una estensione territoriale pari a 6 volte quella che è amministrata dal Comune di Milano, vengono dettagliate tutta una serie di proposte operative.
La più suggestiva a chi vi scrive è parsa senz’altro quella inerente il movimento delle persone.
Perché è stato sempre questo il dilemma che vedeva attivati (dati pre-lockdown) ben 7 milioni di movimenti.
Di questi ben 6,1 vengono effettuati dai residenti: per cui é stato calcolato -per ogni cittadino con più di 14 anni di età- un numero notevole, “2,4”:  concentrato, in prevalenza e soprattutto, nelle ore di punta.
Per assecondare tutto ciò senza ostacolare lo sviluppo di una rete di relazioni, la scelta è stata quella di spingere verso una tipologia di modernizzazione diversificata del Trasporto Pubblico Locale (TPL).
Scindendo tra le parti esterne al Grande Raccordo Anulare che cinge tutta la città e le sue parti interne si è riprogettato il tutto.
È soprattutto in questa ottica che va ricalibrato tutto il servizio TPL,  non solo quello su gomma: riponderando la gamma dei servizi pubblici offerti sia per quanto attiene le frequenze, che non tralasciando neppure la vecchia ipotesi di una nuova “Metrovia” per redistribuire i carichi interni.
La progettazione, la nascita di nodi di interscambio e pure lo sviluppo di forme di taxi collettivamente usufruibile per il raggiungimento delle destinazioni finali, dovrebbe essere funzionale allo scopo.
Ma non solo di trasporti il documento di Forza Italia si occupa. Qui, per ovvie ragioni di spazio, ne dettagliamo solo i titoli.
I Capitoli ne sono modellati tutti.
“Roma Capitale”; “Città Urbanistica e Periferie”; “Ambiente, Rifiuti e Mobilità”; “La cura del ferro e il caso ATAC”; “Innovazione, Smart City e Sostenibilità”; “Sicurezza Urbana”; “Città a misura di anziano”;
“Città a misura di infanzia e di adolescenza”; “Famiglia, bioetica e diritti umani”; “Disabilità e ridotta mobilità”; “Agroalimentare e Made in Italy”; “Cultura”; “Sport” e “Spettacolo, Cinema e Audiovisivi”.
Questo è il mosaico completo di un insieme di impegni che staranno di fronte alla futura Assemblea Capitolina, che dovrà recuperare il buono da sotto le macerie dove è stato sotterrato, insieme a ogni più elementare dovere civico.
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