L’emergenza sanitaria sta dimostrando, ogni giorno di più, una drammatica carenza di solidarietà mondiale di cui non si può non tener conto e che è destinata a contrassegnare sempre più la vita dell’umanità intera per gli anni a venire.

Infatti, nel mentre l’Europa sta mettendo a punto -forse troppo in dettaglio- tutta una serie di piani di emergenza  di spessore eminentemente economico per salvaguardare la credibilità della propria moneta, non altrettanto sta facendo per l’acquisto di vaccini: di fatto assistendo solo a un insieme di  sovranismi e di “rompete le righe” che stanno dilagando oltremisura.
L’Austria, ad esempio, è protesa a seguire il sovranismo inglese e
 -stiamone certi- dalle due palle di neve rotolerà presto giù una valanga che potrebbe travolgere le stesse basi del nostro stare insieme, facendo assumere dei comportamenti autarchici nelle situazioni di emergenza che non possono essere tollerati.
La stessa valanga potrebbe spazzare anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): qualora diventasse palese che per salvarsi ognuno deve fare per conto proprio.
Ad esempio facendo incetta dei vaccini, tipo il russo Sputnik, che si trova già sul  Monte Titano e finisce per generare una corsa forsennata da parte di molti cittadini italiani preoccupati, ma che che sono giustamente respinti per mettere al sicuro la propria popolazione.
Oppure facendo acquisire una ulteriore credibilità alla Cina in Africa.
È questo un Paese che non si  tira indietro per donare in forma gratuita milioni di dosi ai popoli più poveri e derelitti del pianeta, ma pure in difesa delle proprie attività assai estese nel continente… “diversamente bianco”!
Nel frattempo bene ha fatto il nostro Presidente del Consiglio, in un contesto assai magmatico, a ribadire con forza alla Presidente CE che sono innanzitutto da rispettare gli impegni presi dalle aziende farmaceutiche nazionali con i propri Paesi, prima di esportare in contesti extra-europei i vaccini.  Tesi accolta.
Vanno pure fatte rispettare, in Europa, le quote di ripartizione assegnate a ogni Paese per quanto riguarda le migrazioni dall’Africa: anche in questo campo l’autorità della CE deve farsi valere. Tesi non pervenuta.
La verità è che, dopo di questa pandemia, nulla sarà più come prima.
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