LIBERTÀ PER LA BIRMANIA

di Tommaso Lipari

Tre manifestanti anti-colpo di stato sono stati uccisi nella notte a Rangoon, mentre centinaia di persone hanno sfidato il coprifuoco per tenere veglie in onore delle persone uccise. I filmati condivisi sui social media mostrano agenti di polizia che trascinano tre persone per le strade di Rangoon, colpendoli sulla testa. “Le forze di sicurezza hanno arrestato tre giovani, e mentre li seguivamo, ci hanno attaccato e due sono stati uccisi.”, ha raccontato un manifestante, aggiungendo che hanno dovuto aspettare fino a quando la polizia ha smesso di sparare per recuperare i corpi. Un terzo è morto poche ore dopo per le ferite riportate. La giunta ha dispiegato un crescente uso della forza contro le proteste quotidiane dal colpo di stato del 1 febbraio, con oltre 70 civili uccisi. Ma centinaia di migliaia hanno continuato a riunirsi in tutto il Paese per chiedere il rilascio di Aung San Suu Kyi – che era stata arrestata nel colpo di stato del 1 ° febbraio – e il ritorno alla democrazia.

 

RECESSIONE PANDEMICA, MONETA E FISCO

di Fabio Gatti

È notizia di questa settimana l’approvazione, oltreoceano, di un pacchetto di aiuti che vale 1900 miliardi di dollari di uscite federali, già ribattezzato “Biden Stimulus”. L’oggetto del piano sono in primis i consumatori e le famiglie americane, Biden mira cioè a un sostegno della Domanda americana, in piena ottica Keynesiana. Se gli effetti di un piano di queste dimensioni sono difficili da pronosticare, più facile è intravederne l’effetto sul già imponente debito pubblico americano. C’è inoltre grande apprensione circa le dichiarazioni della Federal Reserve, attese per il mercoledì venturo, riguardo i tassi d’interessi americani. Se nella grande depressione degli anni ’30 l’aspettativa di un aumento dell’inflazione ha aiutato l’economia privata a ripartire, a seguito della presente recessione pandemica, e dati i mandati della banche centrali occidentali, un aumento dell’inflazione si potrebbe invece tradurre in un aumento dei tassi, con conseguente minor sostenibilità dei debiti imbarcati a partire dal 2008. Tornando al BelPaese, l’accelerazione degli acquisti della BCE, le aspettative di disavanzi futuri per mezzo del Recovery plan e l’autorevolezza del governo Draghi hanno riportato lo spread col Bund tedesco abbondantemente sotto i 100 punti. Su entrambi i lati dell’oceano la mole dei debiti pubblici sembra curvare le decisioni monetarie verso un mantenimento a ribasso dei tassi nonostante le previsioni inflazionistiche, delineando uno scenario interessante che dovrà esser osservato con attenzione nelle settimane e mesi futuri.

 

IL LAVORO È DONNA

di Alessandro Urselli

È appena trascorsa una delle ricorrenze tanto amate quanto discusse: 8 Marzo, Festa della Donna. Ogni anno si sprecano haters e fan del genere, chi urla che la donna va festeggiata sempre (d’accordissimo) e chi dice che è una festa inutile (dimenticando la genesi della stessa). A prescindere dai cliché appena esposti, un altro che spero diventi virale almeno quanto questi, ed evocato non solo una volta l’anno, è quello dell’occupazione femminile. Se si guardano alcune statistiche, i meno attenti grideranno: “L’Italia ha tra i gender-pay gap più bassi in Europa”. Vero, ma quante donne lavorano e a che condizioni?  In Italia, le donne vengono pagate meno degli uomini (fino a -23%) quando ricoprono posizioni maggiormente qualificate, sebbene ci siano più donne laureate che uomini. A che condizioni? Lavorano in media sei ore/settimana in più, prendendo più permessi per stare con la famiglia e, quindi, ottenendo meno sovente promozioni. Riflettiamo, prima di parlare.

Auguri a tutte le donne!

 

ABORTO: UN DIRITTO NON GARANTITO

di Giuseppe Perruolo

Il 22 maggio 1978 rappresenta una data storica per la tutela dei diritti civili in Italia. in questa data l’interruzione volontaria della gravidanza diviene legge (L.194 del 22 maggio 1978) confermata dai referendum del 1981. Nonostante siano passati oltre 40 anni, i dati dimostrano che in Italia l’aborto, non è totalmente garantito. Analizzando i dati recentemente forniti dal Ministero della Salute, capiamo come il trend sia in diminuzione: il dato riguardante le IVG mostra un risultato pari a 6,0 per 1.000 nel 2018, con una riduzione del 4,0% rispetto al 2017 e del 65,1% rispetto al 1982. Ma perché questo andamento negativo nel corso dei decenni? Nel 2020 i dati dimostrano come 7 ginecologi su 10 sono obiettori, con punte anche del 92,3% nel caso del Molise. In Italia solo il 60% degli ospedali con reparto di ostetricia ha un servizio IVG. Negli ultimi mesi Abruzzo, Piemonte, Umbria e Marche, sono andate contro le nuove linee guida nazionali limitando la fruizione di tale diritto.

 

100 MILIONI DI VACCINAZIONI USA

di Gennaro Romano

Negli USA il piano di Joe Biden di vaccinare 100 milioni di americani entro il 27 aprile è riuscito con due settimane di anticipo. Al contrario, il vecchio piano del nostro ex premier Conte non è praticamente mai cominciato e ad oggi siamo molto lontani dagli obbiettivi auspicati. In fatto di repressione e contenimento ci siamo senz’altro comportati meglio della liberale America. Quando si è invece trattato di efficientare il sistema-Paese per combattere la fase decisiva della guerra contro il nemico più letale abbia mai calcato il suolo patrio dal 1945, ci si è tirati indietro con la coda tra le gambe. Ai piani alti si sono traditi: anche nel momento di massimo pericolo per le sorti nazionali, lo Stato italiano conferma una vocazione e un uso autoritari, repressivi, militaristi e la sua arma più formidabile è l’elefante burocratico. Un’eredità gravosa, non già fascista ma addiritttura dei funesti tempi del generale Cadorna: un’eredità a cui purtroppo nessuno sembra voler rinunciare.

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